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          L'ANGOLO DEL TIFOSO
Articolo di la juventina del 01/09/2010 17:35:08
Figli di un dio minore. La stagione degli addii
Diciamocelo francamente. Magari sottovoce, ma per favore senza orpelli e ipocrisie. Oggi tutti noi Juventini siamo consapevoli di esserci svegliati figli di un dio minore.

Il mercato condotto durante i mesi estivi da Marotta ci ha lasciato l’amaro in bocca, anzi, la stessa acquolina insoddisfatta da mesi.

Vero. C’era da far fuori un paio di cadaveri ambulanti zombieggianti qua e là ed è stato fatto quasi in toto. C’era da tagliare il cordone ombelicale e il nodo della memoria con alcuni veterani che potevano ancora risultare buoni alla causa, ma il cui ingaggio zavorrava il budget sobbarcandosi peccati originali commessi da altri.

Sicché il pensiero fisso era quello di mollare i sacchi di terriccio e alleggerire il peso, affinché la mongolfiera si alzasse dalle sabbie mobili nelle quali era sprofondata nel corso della scorsa stagione.

Via allora, verso cieli azzurri popolati di giovani speranze pronte a indossare l’adorata maglia a righe (seghettate di fresco) bianconere. Dzeko… Adebayor… Benzema… il carrello della spesa sembrava foriero di lauti pasti… Di Natale… Quagliarella… Pazzini… Borriello… Ma solo il napoletano dal nome di pennuto, forse proprio in virtù di tale requisito, si accodava alla trasvolata e giungeva a Torino. Gli altri scomparivano allo sfumare delle trattative, assottigliandosi sempre più fino a svanire nel nulla o dentro maglie di colori diversi. Restavano Storari, Bonucci, Pepe, Martinez, Motta… arrivava pure Krasic… e a chiudere i mancati festeggiamenti un paio di illustri sconosciuti.

A nessuno era parso facile il compito. Troppa roba da sbolognare, in vista sopra la bancarella, a prezzo di saldo. Ma altrettanto nessuno avrebbe scommesso che alla fine, per quattro soldi, si sarebbero dati via persino Giovinco e nientemeno che Diego. Nel nome del 4 4 2, che a stagioni ormai alterne miete vittime tra le nostre fila.

Ora vi chiederete se venga prima l’uovo o la gallina. Se debba prima stabilirsi il modulo o adattarlo ai giocatori. Fatto è che il calcio potrebbe anche essere un poco come la vita e magari subire aggiustamenti in corso d’opera, condizionamenti dall’impalpabile destino, porte chiuse e porticati aperti, il sapido ingrediente dell’imprevisto… e allora tu lasciati almeno un trequartista...

Via Diego. Arrivato nessuno. Nemmeno il famigerato regista di centrocampo, anzi sì, Aquilani, ma che ne so… E a terzini come siamo messi? E la punta capace di garantire 20 reti a stagione? Nulla di nulla. Un registro medioalto di più o meno giovani promesse e timide realtà che ancora una volta tornano comode più che altro alla nazionale. Senza acuti. Senza prime donne come sembra piacere a Del Neri, che da pelare ha già la solita gatta con il numero 10. Che si incarta e confonde il tardo pomeriggio della prima steccando peggio del cantante. Una storia già vista.

Mentre Trezeguet e di seguito Camoranesi e Zebina preparano le valigie. Mestamente. Senza i giri di campo e le lacrime versate per Nedved. In sordina, come fossero ladri. Salutati dalle nostre parole e dai nostri contrastanti sentimenti sui blog e su facebook. A giocarsi l’ultimo pezzo delle loro splendide carriere spezzate da calciopoli. Loro che ci accompagneranno sempre nella memoria di giorni esaltanti e di domeniche assurde attaccati alla radio per non doverli vedere sui campi di serie B. Loro che di serie B non sono mai stati.

E allora mi monta dentro ancora una volta quello sconforto, quella rabbia sorda, quella voglia di rivalsa che animò solo i senatori, quel furore cieco che rivuole il suo passato di gloria. E pretende, ma niente altro che il suo. I suoi scudetti. Quelli vinti sul campo e cincischiati forse un poco al telefono, ma attraverso peccati veniali passati per crimini di guerra. Mentre altri preparavano trappole mortali e invasioni. Riuscendoci anche, stando alle ultime scene(ggiate) del calciomercato.

Né Di Natale, né Borriello e nemmeno Kaladze hanno scelto la Juventus. Si dice che preferissero la CL. Si mormora che la Vecchia Signora non abbia più appeal. Che non sia più in grado di garantire a nessuno un futuro di vittorie. Almeno fino a quando, come ha sentenziato Chiellini, non si sarà concluso il ciclo di questa inter-sciacallo. O forse fino a quando non piacerà al premier, ora che a complicarci la vita è intervenuta anche una crisi di governo. Mentre la Roma ritrova soldi e sorrisi…

“Profumo” di calcio pulito…



la juventina

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