Nell’immaginario di ogni juventino alla soglia dei quattro lustri come me ci sono giocatori che possono essere degni di portare i nostri colori ed altri che non sono da Juve per dirla semplice.
Ora ci troviamo di fronte ad una campagna acquisti nella quale probabilmente nessuno di noi si riconosce del tutto, come se soffrissimo di doppia personalità poiché noi che abbiamo visto questa società riempirsi di gloria in ogni stadio d’Italia, d’Europa e del mondo abbiamo almeno due punti di vista di vedere la nostra amata Juve.
La prima personalità emergente è IL CUORE il quale è sempre alla ricerca di emozioni e più ne prova più ne vuole come un tossico che ha bisogno della sua dose e questa deve aumentare progressivamente per placarne la dipendenza. Cosa un tifoso vuole sempre di più e non si stanca mai di avere, senza dubbio è vincere che poi è la nostra droga e ne siamo sempre alla ricerca per appagarne la nostra dipendenza. Ma per vincere ci vuole una squadra degna del blasone che porta e che possa giocarsela con chiunque a testa alta. Purtroppo la campagna acquisti appena finita ha portato una realtà che mai ci saremmo aspettati. In un precedente editoriale avevo scritto che io non sono nessuno per dire che tizio era meglio di caio ma non mi aspettavo certo quello che è successo. Il cuore sogna i vari: Ronaldo, Messi, Drogba, Kaka, Gerrard, Xabi, Iniesta, Rio Ferdinand, Maicon (non tutti insieme, anche se non sarebbe male) perché ritiene questa fascia di giocatori degna della propria squadra e cioè la Juve, non gli interessa quanto costa il loro cartellino o quanto vogliono di ingaggio, sa solo che questi giocatori inseriti in un contesto di squadra con la S maiuscola e con un condottiero all’altezza possono dare emozioni e conseguentemente vincere, purtroppo la realtà fa si che al cuore si sostituisca l’altra personalità che è dentro di noi.
La seconda personalità emergente è IL CERVELLO, quello che ha il raziocinio, quello che vive la realtà così come è (una canzone di Vasco Rossi dice “ guardala in faccia la realtà è più sicura, guardala in faccia la realtà è meno dura”) e siccome i sogni svaniscono tutte le mattine vive adeguandosi giocoforza a tutte le intemperie della vita, anche quelle che non si sarebbe mai aspettato. Come avere la squadra della stagione 2010/2011 fatta da (mezzi) giocatori in prestito, formula da noi utilizzata in passato per mandare i talentini a farsi le ossa per avere contropartite tecniche valorizzate per comprare giocatori della fascia di cui sopra, oppure subire l’onta del rifiuto di giocatori che solo qualche anno fa avrebbero pagato per giocare nella Juve. Come siamo caduti in basso la formazione che abbiamo sulla carta e spero di sbagliarmi ha il valore di una lazio qualsiasi, di una sampdoria o di un genoa, terza fascia per intenderci. Premetto che non è contestabile avere acquistato giocatori prevalentemente italiani con magari un futuro di fronte e di prospettiva e comunque non c’è nessuna garanzia che questo accada come non c’è nessuna garanzia che dice che al massimo possiamo arrivare sesti, no il punto è che è in atto e mi duole dirlo un ridimensionamento bello e buono con buona pace di tutti e lo si capisce dalle parole di Andrea (così vuole essere chiamato) che dice che abbiamo abbassato notevolmente il monte ingaggi e questo certifica la volontà del ridimensionamento. Negli ultimi anni non ho mai visto una squadra provinciale con il monte ingaggi basso vincere una qualsiasi cosa che si tratti anche di una coppa Algida. Il presidente e la società sono ben consapevoli di aver creato una squadra mediocre, non c’è bisogno di essere super esperti per capirlo, ma perché non dirlo, perché illudere i tifosi (abbiamo un badget di 80.000.000,00 €) per poi non riuscire a prendere uno Dzeko qualsiasi. Una società che vuole vincere deve spendere e lo deve fare bene, se crede che un giocatore possa far fare il salto di qualità lo deve comprare punto e basta, (quando il Real Madrid ha comprato Cristiano Ronaldo, sono andati dal Manchester e gli hanno detto:” quanto vuoi, 93.000.000,00 non è un problema dacci il giocatore”) magari poi è costretta a non comprare i vari Pepe, i Motta e i Rinaudo ma sono convinto che nel caso c’è ne faremo una ragione. Sono convinto che tutte le critiche fatte a Marotta sono giuste se si pensa con il cuore ma se si pensa con il cervello si capisce che lui non ha sbagliato ma ha semplicemente fatto quello che i datori di lavoro gli hanno chiesto. Possiamo capire che una società da rifondare come la Juve non può mettere sul piatto 500.000.000,00 € (cifra che ci dovrebbero come risarcimento per i fatti del 2006) ma che abbia un programma ben definito come magari iniziare a formare uno zoccolo duro come quello di una volta per poi con l’impegno e la professionalità magari quest’anno possiamo qualificarci in Champions League (vero obbiettivo stagionale secondo me) e con i soldi ricavati comprare un campione e con un budget più alto comprarne un altro, con la coppa più importante da giocare non ci rifiuteranno più e quelli che lo hanno fatto quest’anno magari potrebbero pentirsene, vero borriello del quale non fa male il fatto che non giochi con noi quest’anno ma il fatto che un giocatore mediocre come lui e il suo compare di Udine dicono che preferiscono altre squadre alla nostra quando non molto tempo fa, ai tempi dell’avvocato in un’intervista disse che alla Juve si andava anche per un tozzo di pane, che significava semplicemente che arrivare a giocare nella nostra squadra era un punto di arrivo e che più in alto di così la carriera di un calciatore non poteva salire. Ma noi dobbiamo guardare avanti e non voltarci per non ripetere gli errori degli anni scorsi, avere pazienza le cose possono migliorare, a tal proposito mi viene in mente un paragone che so già essere esagerato ma che credo alla fine è quello che mi da quella forza che si chiama SPERANZA. 1977 anni fa c’era un uomo che ovunque andasse riempiva di gente città, colline e spiagge, egli era osannato e rispettato da tutti e al suo arrivo in una delle città dell’epoca lo accolsero con delle palme tanto era venerato. Ma quello che rappresentava andava contro quello che era considerato il dogma del tempo, egli era un innovatore e faceva cose che altri potevano solo sognare, la gente lo seguiva e questo portò quelli che avevano il vero potere terreno ad odiarlo a tal punto da voler trovare contro di lui quello che non c’era, lo accusarono di cose che non stavano in piedi ma l’importante non era l’accusa ma la condanna, trovarono in uno dei suoi seguaci il traditore che lo consegnò e da lì parti il processo farsa che lo portò prima all’essere deriso e umiliato soprattutto da chi prima lo aveva osannato, poi lo massacrarono e non si sa per quale colpa e alla fine la condanna a morte e lo uccisero.
Dopo la morte la storia ci dice che non era stato sufficiente umiliarlo, deriderlo, massacrarlo ed infine ucciderlo perché resuscitò e oggi a credere in lui sono miliardi di persone che sicuramente pensano che sia stato condannato ingiustamente da un processo farsa e oggi noi tutti lo portiamo nel cuore per quello che ha rappresentato e perché era un GIUSTO, era la VERITA’ e ci ha lasciato in eredità la SPERANZA. Secondo teorie recenti più volte in onda anche su history channel quello che fu definito il traditore forse era il suo preferito e che lui era l’artefice della sua stessa condanna. 4 anni fa c’era una squadra che riempiva gli stadi ovunque andasse, i giornalisti dovevano fare la fila per poter intervistare i rappresentanti, erano rispettati e tutti gli andavano dietro per cercare lo scoop della vita. Purtroppo quello che facevano faceva storcere il naso a qualcuno, come si permettevano di costruire squadre cosi forti senza toccare le casse della famiglia proprietaria? I tifosi delle altre squadre preferivano guardare le partite di questa squadra anziché quelle della propria, i bambini e i grandi avevano il cuore rapito da questa squadra che aveva un solo credo VINCERE. Questo portò quelli che avevano il vero potere nel palazzo ad odiarla fino a tal punto da voler trovare contro di lei quello che non c’era, l’accusarono di cose che non stavano in piedi, l’importante non era l’accusa ma la condanna, trovarono in uno dei suoi seguaci il capro espiatorio, iniziò la campagna mediatica moralizzatrice con effetto il famoso sentimento popolare e da lì parti il processo farsa che portò prima all’essere tacciata delle peggiori ignominie soprattutto da chi prima l’aveva osannata e celebrata, poi l’hanno distrutta ed infine condannata ma ancora oggi non si conosce il perché, per favore ditemi quale partita è stata alterata nel risultato così me ne faccio una ragione.
Oggi forse quella squadra è clinicamente morta in uno stato comatoso dovuto al dolore mai cessato per quello che è successo, magari un domani la storia ci dirà che non era stato sufficiente umiliarla, deriderla, massacrarla ed infine ucciderla perché è resuscitata e a credere in lei saranno miliardi e non più milioni di persone che penseranno che sia stata condannata ingiustamente da un processo farsa e noi tutti la porteremo nel cuore per quello che ha passato e noi con lei e perché era dalla parte del GIUSTO, della VERITA’ e che i tifosi non hanno mai perso la SPERANZA che ci ha consegnato colui che ci lasciò 1977 anni fa. Forse tutti capiranno che colui che era stato accusato per far condannare la squadra faceva quello che facevano tutti e non sarà più considerato un traditore.
In definitiva oggi la squadra che abbiamo è frutto delle scelte della proprietà ed è inutile prendersela con Marotta che senza soldi non può costruire un bel niente e che la nostra nuova dimensione è lottare per il quarto posto. Pur tuttavia qualcuno ci ha insegnato che i giusti prevarranno sugli stolti e gli imbroglioni, che dobbiamo avere SPERANZA nella VERITA’ e che si manifesti prima o poi e allora saremo pronti a tornare di nuovo sul tetto del mondo. Forse si sta già verificando iniziando a punire coloro che hanno più di altri usurpato il nostro trono. Come successo in supercoppa dove l’odierno capo dei farisei (definiti sepolcri imbiancati, cioè belli di fuori e marci dentro da colui che i farisei hanno fatto condannare 1977 anni fa) alla premiazione aveva la faccia di colui che sembrava tornato dove è sempre stato abituato a stare cioè tra i perdenti, aveva la faccia di colui che non vuole più tornare nella fogna che lo ha accompagnato per gran parte della sua carriera nel calcio, ma il suo destino è ormai segnato, deve stare con i suoi simili nella spazzatura del calcio.
Chissà che non ci sia un palazzi che s’inventi un’accusa contro i vincitori e che non riesca a fargli vestire e fregiarsi di un titolo che il campo gli ha impietosamente negato. Non sarebbe la prima volta. Sarà che l’essere juventino mi conferisce quella superiorità che ci contraddistingue da loro ma signori quell’uomo mi ha fatto pena e mai avrei pensato che una persona immonda e piena di soldi mi avrebbe suscitato questo sentimento. Comunque credo di aver capito il perché di questo sentimento, trattasi di carità cristiana. Un saluto da GIACOMO FIORI.
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