Ma che c'entra, diranno i miei 4 lettori, il famoso filosofo spagnolo con la coppia scoppiata Alex/David? centra, prima di tutto perché un articolo il cui incipit comprende un nome così esoterico, spesso sentito nominare di straforo, attira l'attenzione. Non fosse che per curiosità, cattura l'interesse del colto e dell'inclita, anche oltre i miei 4 lettori e,converrete con me, che si tratta pur sempre di una grossa soddisfazione. Noi scriviamo per essere letti, disse quel tale opinion maker di cui ora non mi sovviene il nome. Era comunque un nome importante, ve lo garantisco. Ed ora entriamo nel merito, come si entra nella Hall di un grande Hotel. Per curiosare e vedere chi la frequenta. E comunque alla fine del pezzo vi dirò porqué proprio Ortega (che, a a tutta prima, lo si potrebbe scambiare per la mezz'ala sx del River Plate degli anni d'oro). Ma questa è solo un'ignobile battuta. Trezeguet e Del Piero, si diceva, coppia scissa dopo un decennio di successi e 355 gol. Un po'(anzi un bel po') di malinconia ti si arrampica su per i lacerti ed arriva, financo, ad inumidirti i globi oculari. Il cecchino francese e Alex si integravano alla perfezione.Uno era il simbolo della potenza, colui che sparacchiava in porta, centrandola quasi sempre, senza starci su a pensare; l'altro il Genio della lampada capace di disegnare traiettorie imprevedibili con la palla e, spesso, mandando per le terre il malcapitato marcatore che trovavasi sulla sua strada entro, o ai limiti, dell'area di rigore, prima di depositare la palla in rete. Trezeguet, dico la verità, a volte ti innervosiva per l'eccessiva staticità (un palo della luce l'ha battezzato qualcuno, forse calcando troppo la mano). Lui era il bomber degli ultimi 10 anni alla Juventus che doveva essere servito a dovere. Poi ci pensava il cecchino. Che coppia Alex/Trezegol e quanti bei momenti abbiamo vissuto insieme. Ma adesso, anche per non scadere nel caramelloso della retorica bolsa, che mal si addice ad un tifoso che, fra le pieghe della passionalità, vuole e non può ignorare l'Esprit de géométrie, la razionalità cartesiana, a mitigare l'eccesso del sentimento. Ora, dicevo, vado a delineare i contorni di questo dualismo, non voluto dai due amiconi. Si trtta di questo. Non è chi non veda come, nei confronti di David, i tifosi hanno sempre, o quasi,avuto un occhio di riguardo. A lui si perdonava tutto. Spesso capitava che il ns. David restasse nel suo spazio di terreno dai confini ristretti (l'area piccola), disinteressandosi di quel che avveniva e si sviluppava, dietro d sé. E questa abulia poteva protrarsi, come ognun sa, per molti, molti minuti.. Poi, ecco il lampo repentino: una palla vagante o benservita che arrivasse nella sua zonetta di competenza, lui ottemperava al suo compito, buttandola dentro. E magari era quello il gol che decideva la partita. Le percentuali realizzative di Trezeguet, in rapporto ai palloni giocati, sfiorano il 100%. E sì, perché toccare una sola palla e metterla in rete, proprio quella percentual strabiliante richiama. Ma ora voglio soffermarmi su Del Piero. Che, specie negli ultimi anni della sua carriera, non è a dire che partecipasse assiduamente al gioco di squadra. Spesso abulico e anche un po' egoista, aspettava di battere la classica punizione alla Del Piero o calcio d'angolo calibrato che sia, e da lì spesso nasceva il gol. Quanti portieri ha pietrificato Alex e quanti difensori ha fatto accomodare sull'erba col suo dribbling secco a rientrare, decidendo partite con le sue prodezze. Fatte queste premesse, vengo al punto. David ed Alex sono stati trattati, troppo spesso dai tifosi e dalla stampa in maniera difforme. Al primo si perdonava la latitanza e l'estraniamento dal gioco corale, "tanto, prima o poi, la butta dentro". Al secondo no. Fare le pulci a Del Piero è stato e continua ad essere un ingiusto, incomprensibile comportamento. Quante partite ha deciso Del Piero? occorre ricordarle? Ci vorrebbero 3 pagine. Mi domando: cos'è che ha contribuito a far nascre e a consolidare tale antipatia astiosa e perdurante nei confronti di Alex e a premiare, invece,le gesta discontinue ancorché esaltanti, di Trezeguet? E' dipeso, io credo, dalle reazioni stizzite dei tifosi più rancorosi e appassionati, alle tiepide prese di posizione di Del Piero su Calciopoli. Ma spesso e l'ho scritto più volte, si fa confusione e vengono valutati, in modo incongruo comportamenti improntati all'osservanza delle buone creanze, mentre atteggiamenti scomposti e virulenti sembrano, più adeguati alla bisogna. Vivamo in un'epoca che ha fatto strame delle regole della buona educazione, perché i "buoni maestri" non mancano ai più alti livelli del mondo politico, giornalistico e dei talk-show. Chiudo con Ortega y Gasset: " Il fatto caratteristico del momento (siamo nel 1930!) è che l'animo volgare ha l'audacia di affermare il diritto alla volgarità e lo impone dovunque". (La ribellione delle masse). |