Spuntò una pipa, dietro c'era Clouseau. Aveva ceduto alle insistenze di un vecchio amico cronista, voglioso di scambiare due chiacchiere col suo caro amico. Lo aspettava in un bar. - Ciao vecio - modulò il cronista, smorzando i toni baritonali che gli erano propri mentre la bocca gli si apriva in un sorriso solare - Grazie per essere qui -. - Lascia stare -si schermì Clouseau - debito di riconoscenza - L'amico barista alzò un dito e il cameriere si avvicinò al tavolo. Prese l'ordine. Poco dopo servì una bottiglia di Porto. - Senti Clou - insinuò il cronista - a me non la canti - e intanto scolò d'un fiato il bicchiere. - A che ti riferisci - indagò Clouseau. - Hai detto, in conferenza stampa, che l'uccellino non crea dipendenza; semmai il serbo...- I vetri della finestra cominciarono a rigarsi per le prime sventagliate di pioggia settembrina. Clouseau ebbe un fremito e si strinse vieppiù l'impermeabile addosso. Aveva accettato l'invito del suo vecchio amico giornalista anche per parlare, a cuore aperto e fuori dai clamori, di DP e di tutto il resto, cosa che, in conferenza stampa, non era mai stato possibile ab immemorabili, per quanto ne sapeva. Non parlava per sé, ultimo arrivato, ma cogitava che, alla Juve, così stavano le cose. E cioè sempre un po' più in là della normalità di un incontro con la stampa. - Lasciamo perdere l'iconografia - incalzava intanto il cronista - le curve ululanti nei momenti topici. Ci conosciamo da tanti anni, non diciamoci stramberie. Tu, uno come DP, non l'hai mai allenato -. - Un momento - sbuffò Clouseau - io Cassano...- Fu interrotto - No, vecchio mio, lascia stare Cassano. Quello vive in un'altra dimensione. Gigionesca -. Socchiuse gli occhi, finì di bere accarezzando il bicchiere Clouseau; quel vino liquoroso gli ricordava i pochi mesi trascorsi a Oporto, dove aveva imparato ad apprezzarlo. Una delle poche cose, non memorabili, del suo breve soggiorno lusitano. Fuori cadeva una pioggerellina che disegnava ghirigori sui vetri della finestra. - Mah, che ti devo dire - sospirò Clouseau - su DP è stato detto di tutto. L'ho sempre seguito, io. A volte per deformazione professionale. Certo non lo si può paragonare a Cassano: altra testa, altro stile epperò...- No dài - interruppe il cronista - non bluffare con me. Se mi metti sullo stesso piano il mattocchio pugliese e Alessandro da Vendemiano, vuoi prendermi per il culo. Se giocano da seconda punta qualche aggancio te lo concedo, ma se arretri il mattocchio di 20 metri a rimuginare idee originali da centrocampista che inventa, no -. - Sarà come dici tu - oppose Clouseau - però io ho provato, in situazioni particolari, ad arretrare con profitto Cassano e non è che il mattocchio sbavasse più di tanto; qualche buona idea...- Ma dài - sogghignò il cronista - pensare di affidare a Cassano le redini di un cavallo imbizzarrito perché lo domi, è come mettersi nelle mani di Dracula per riportare l'emocromo alterato a livelli accettabili -. - Uffa - sbottò Clouseau che intanto aveva allentato la morsa dell'impermeabile; comiciava a far caldo e l'alcol dava spinte positive. - Lo so bene che nessuno di quei due può accendere il faro del pensatoio in campo. Vuoi insegnarmi il mestiere? - insinuò mellifluo Clouseau che intanto provvedeva a riempirsi il secondo gotto di Porto. - Io lì ho già l'Aquila e il Principino, ma sai com'è? - - No, com'è? - oppose il cronista.- Vuoi dirmi che quei due non ti strappano bramìti di ammirazione? E che cavolo, l'avevo capito. Vuoi forse dirmi che stai sistemando il tuo centrocampo, ma, però, chissà.. Ho capito, l'uccellino di Vendemiano, volendo, si può sacrificare, in certe contingenze, s'intende -. - Perché no? ci ha provato anche Lippi -. - No - si irrigidì il cronista - Lippi, l'uccellino preferiva vederlo in gabbia, non l'ha mai capito fino in fondo, soprassediamo -. Si andava facendo buio fuori. - Un'ultima cosa - sparò il cronista - come pensi che finirà questa tua nuova Juve? -. Clouseau lo scrutò per qualche secondo; stava per dire qualcosa. Ne uscì una smorfia. Si trattenne, scolò d'un fiato il suo Porto. - Ti saluto e porta i miei omaggi alla tua signora. E' stato un piacere -. Si avviò. Fuori la pioggerellina era cessata. |