Sembra quasi che i dirigenti dell’Inter siano afflitti dalla “sindrome della razza pura”. Loro sono gli onesti per definizione. Ma che bisogno c’è di accendere gli animi e rinfocolare polemiche alla vigilia, tra l’altro, della partita con la Juventus. Alle volte il silenzio è d’oro, la migliore risposta è sempre quella che non si dà, soprattutto da parte di chi è indubbiamente il più forte. Prendano esempio dai tanto apprezzati, almeno da me, silenzi bonipertiani.
L’illustre Amministratore Delegato Paolillo ci dovrebbe spiegare quali sono gli scudetti che debbono essere a loro restituiti: forse quello perso all’ultima giornata a causa di una vergognosa sconfitta con la Lazio, o forse quello dell’ormai mitico rigore non concesso a Ronaldo, dimenticando che quel rigore avrebbe portato la partita sul pareggio e che la Juventus era comunque un punto avanti. E poi ci dovrebbe dire, il dottor Paolillo, perché restituirli all’Inter e non, che so, alla Roma o alla Fiorentina o persino al Bologna.
Un’altra cosa sarebbe bene precisare la Juventus e ritengo anche la maggior parte dei suoi tifosi non richiedono la restituzione dello scudetto ma la sua non assegnazione. La differenza non è da poco conto. La Juventus per la vicenda di calciopoli è stata punita duramente e forse ben al di là delle sue effettive responsabilità ma proprio per avere scontato la nostra colpa possiamo ormai andare a testa alta, possiamo, come novella Fenice elevarci a nuova vita. La non assegnazione di quello scudetto e di conseguenza la sottrazione dello stesso per indegnità all’ Internazionale sarebbe un fatto ignominioso per chi appunto si definisce onesto a prescindere.
Significherebbe che non solo non è vero che gli interisti sono i soli puri del calcio italiano ma che, soprattutto, hanno mentito autodefinendosi onesti per antonomasia. |