Scrivo questo articolo dopo aver letto gli atti del processo in corso a Napoli su Calciopoli. Ormai la grande Farsa sta prendendo i contorni che tutti noijuventini attendevamo e stanno venendo a galla verità finora nascoste che cambiano radicalmente la storia del processo mediatico-sportivo contro la Juventus celebrato nel 2006.
Riporto le ultime parole dell'avvocato Prioreschi: «Si sta facendo un processo sul niente. E’ sul niente che è stata rovinata la vita di alcune persone. Questolo dobbiamo dire con estrema franchezza. Oggi sono morti definitivamente i sorteggi truccati; è morto definitivamente il fatto che Luciano Moggi sapesse prima le designazioni perché Valentini, al tempo capo ufficio stampa della Federazione, ci ha detto che l’esito dei sorteggi era in tempo reale sul sito della Federazione; poi c’erano i giornalisti, come affermato da Bianchi e Nozzoli, che comunicavano con le loro redazioni in diretta! L’accusa ha condotto una battaglia su due telefonate di Luciano Moggi con la segretaria che erano una delle 12.53 e l’altra di mezzogiorno meno qualche minuto dicendo: “Ecco la prova!” quando la segretaria chiama Luciano e dice: “ Le devo comunicare…” e Luciano diceva: “Eh, lo so, questo qui, questo lì…”, erano le 13.00! E quindi a quell’ora c’erano state le agenzie, i giornali e tutto il resto. C’era Manfredi Martino che mandava gli sms a Meani…». E ancora: «Il dato oggettivo è che è finita la fase delle indagini preliminari dove PM la faceva da padrone non avendo confronto con la difesa e quindi i vari Auricchio e quant’altro facevano le verbalizzazioni di opinioni, ipotesi, idee, assolutamente vietate dal codice. Quando si viene al dibattimento e ci sono gli avvocati bisogna riferire su fatti concreti, precisi e qui di fatti c’è il nulla, il deserto».
Come ho già scritto molte volte, lasciamo che la giustizia faccia il suo corso, lasciamo che il processo veda la triste sfilata di tutto il teatrino del calcioe che si concluda. Solo allora tireremo anche noi le nostre conclusioni. Certo è che, se la verità è quella che sta emergendo finora, io voglio essere risarcito. Parlo in prima persona e lo ripeto, con durezza: io voglio essere risarcito. Voglio che siano risarcite le mie lacrime, tante e amarissime, che ho versato mentre ascoltavo alla radio la sentenza sportiva che condannava la mia Juventus alla retrocessione e la privava dell'onore e di due scudetti. Voglio che sia risarcito il mio diritto a non sentirmi un ladro davanti agli altri solo perché porto, oggi come sempre, i colori bianconeri. Voglio che sia risarcito il denaro che ho speso per seguire e supportare un sogno, un amore immenso chiamato Juventus. In 34 anni di vita avrei potuto comprare una o forse due case con tutti i soldi che, direttamente o indirettamente, ho "investito" per alimentare il mio grande amore, la mia Juventus: voglio che mi si dica chiaramente che non è stato tutto vano, anzi, che non è stata tutta una buffonata creata solo per imbrogliare gente con la mia stessa passione ma con colori diversi nel cuore. Voglio che sia risarcito il mio tempo, quello che ho sacrificato nei confronti di fidanzata, amici, famiglia, scuola, lavoro eccetera, sempre e solo per seguire la mia Juventus. Facendo un esempio, probabilmente oggi sarei presidente del consiglio se avessi dedicato lo stesso tempo alla politica o sarei premio nobel se avessi dedicato lo stesso tempo alla scienza. Voglio che qualcuno metta nero su bianco che non è stato tempo buttato per seguire qualcosa che non esisteva, per seguire una grande truffa e basta, ma che è stato tempo speso per inseguire un sogno che era, è e rimarrà sempre nel mio cuore: la mia Juventus.
Seduto in riva al fiume, attendo il nemico passare. Non ho fretta, non sono assetato di vendetta o animato da rancore. Voglio solo la verità, una, certa e definitiva. Perché quello che mi è stato presentato davanti agli occhi dal 2006ad oggi non è la verità, è solo una brutta commedia, con attori incapaci e registi ciechi, che disgusta chi la guarda.
In una parola: voglio la mia Juventus.
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