Il perito del tribunale napoletano ritratta quello che aveva appena detto. Dovremmo essere abituati a questi “dietro-front”, tanti ne abbiamo visti dal 2006 ad oggi. Tuttavia ci sono ancora parecchi giornalisti che rispuntano fuori dalla grotta dopo il lungo letargo e rispolverano il loro giustizialismo sepolto da 4 anni a questa parte.
Ma, oggettivamente, a chi interessa? Ma è ovvio! A coloro i quali dal 2006 desiderano imbonire il pubblico pallonaro con i loro deliri. Quattro anni fa l’attenzione era tutta diretta a voler punire chi, con i loro comportamenti, si metteva in comunicazione o anche solo provava a comunicare con i designatori. Ora, invece, si pensa solo a ascoltare e a analizzare digitalmente, chi dice cosa e cosa dice chi.
A noi, però, non interessa! Noi dobbiamo fare i conti con ciò che, la giustizia sportiva e la giustizia penale, hanno dichiarato e scritto nei loro verbali, solo a quello! Senza pensieri e senza giri di parole. Era vietato parlare con i designatori? La Juventus è andata in B anche per quello? Attendiamo allora che il procuratore si decida a mandare l’Internazionale in serie B, a pagare una grossa multa alla figc. Non era illecito telefonare, come è uscito al processo a Napoli? Allora è giusto che si dimettano o vengano cacciati tutti i protagonisti di quello scempio, che vengano riconsegnati gli scudetti defraudati e che si azzeri il calcio odierno al 2006!
Intanto che rimaniamo in attesa dell’inevitabile, non ci resta che partecipare a tutta questa commedia del ridicolo, facendo il tifo per la nostra squadra del cuore che, come noi, tende lo sguardo al meridione. Tutto questo schivando gli insulti e ribadendo agli attacchi di chi ha il timore di dire di aver sbagliato 4 anni fa; commuovendosi per chi, finalmente, è riuscito a salire sul trono che gi spetta; osservando la squallida debolezza di figc, fifa e uefa che parlano e sparlano su tutto e tutti ma poi rimangono sconfitti.
Giacomo M. (VENTINOVE)
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