Centro Sportivo di Casteldebole, Provincia di Bologna, sabato 23 ottobre 2010.
L'allenatore del Bologna, alberto malesani (si noti la minuscola),
risponde alle consuete domande in conferenza stampa.Tra le tante parole che escono dalla bocca dell'allenatore veronese, spiccano quelle su Farsopoli: "Sul gol che De Santis annullò a Cannavaro - in Juve-Parma campionato 1999/2000 - io non dissi niente. Tutti da Pairetto a Bergamo, mi ringraziarono. Mi dissero che avevo fatto bene a non fare polemiche. Forse sbagliai, perchè lì c'era qualche persona che tanto signore non era". Stuzzicato sul tema Calciopoli, Malesani, che sedeva sulla panchina di quel Parma e che domani affronterà i bianconeri con suo Bologna, porta questo suo ricordo degli anni incriminati. "Dopo ho capito che c'era qualcosa di strano, e che essere signori non è il massimo della vita".
Appunto, caro alberto (si noti ancora la minuscola). Tu, che sei
in grado di dare lezioni di signorilità a tutta la Serie A, non dovevi tacere. Avevi l'obbligo di dire tutta la verità.
Ad esempio, dovevi dire che
c'era una squadra che doveva scendere in Serie B perché aveva fatto giocare 29 volte un calciatore dal passaporto falso; dovevi dire che
c'era una squadra che non aveva la facoltà di giocare la massima serie perché indebitata fino al collo; dovevi dire
che un arbitro, il 14 maggio 2000, doveva sospendere una partita perché i giocatori erano restati negli spogliatoi mezz'ora in più del consentito; dovevi dire
che, nel 2001, non era esattamente corretto cambiare la norma sugli extracomunitari per permettere alla ex squadra del presidente del CONI di giocare con una formazione decente contro la squadra bianconera che non è l'Udinese, o per meglio dire, farlo a campionato in corso e a tre giorni dal match, concedendo a un 10 giapponese la possibilità di segnare il gol del 2-2 e di riappacificare col mondo cuordipietra.Cologno Monzese, studi m*****set, giovedì 21 ottobre 2010. L'emittente "italia 1", facente capo al gruppo di proprietà del presidente della squadra "che non ha televisioni" (cit.), ospita il poritere titolare della squadra più onesta del mondo, il cui pseudonimo coincide con la traduzione brasiliana di Giulio Cesare.
Egli proferisce un'espressione secondo cui "gli scudetti dell'inter (si noti, per l'ennesima volta, al minuscola) non si toccano"? A parte che sarebbe uno scudetto, o per meglio dire il 1° cartone (perché ce ne sono altri 4 seguenti) ad essere oggetto di revoca, ancora non avvenuta nonostante "lì non devono fare sorteggi...", "mettono De Santis che ha fatto la Juve domenica e non può, mettono Rosetti che è di Torino" e 4-4-4 vari.
Egli dice anche che HA SENTITO quello che è successo, quindi non ravvisandosene dal campo e senza riscontrare dati oggettivi.
Inoltre spiega che, con QUELLO CHE È ACCADUTO, la Juve dovrebbe stare zitta. Caro julio, quello che, purtroppo, è accaduto,
come la retrocessione in Serie B di una squadra che non aveva falsato neanche una gara, condannata per un reato inventato a procedimento in corso da una corte nominata da un ex dirigente della già allora tua squadra, con informative basate su conclusioni tratte all’inizio delle indagini, su articoli di giornale, sull’aiuto esterno di un quotidiano sportivo legato commercialmente alla tua squadra, su comunicati di squadre avversarie alla suddetta, con ufficiali dell’Arma dei Carabinieri che ipotizzavano illeciti appoggiandosi a colpi di tosse e senza guardare le partite nelle quali i favori sarebbero stati dovuti portare a termine, tanto da sbagliarne i risultati in un Tribunale della Repubblica.
E la Juve e noi Juventini (si noti la maiuscola) - al contrario degli juventini (si noti la minuscola) -, come i tifosi di tutte le altre squadre ai quali stanno a cuore Verità e Giustizia, non staremo MAI zitti.
O, per meglio dire, noi non dimenticheremo MAI.
Un abbraccio bianconero da Canicattì.
Forza Juve
Gioele Ju29ro