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          L'ANGOLO DEL TIFOSO
Articolo di brillante del 26/10/2010 19:47:12
Il mostro è in gabbia, ora giocate in pace
In uno dei tornei più scorretti, sleali e isterici del Pianeta, pieno di calciatori italiani che sin da bambini (aizzati dai genitori)imparano a cascare, simulare, insultare e picchiare senza che l’arbitro possa vedere, di tecnici e dirigenti che venderebbero mezza famiglia per un punto in più, magari ottenuto al 95° con un fuorigioco di 5 metri, oggi hanno sentenziato che l’unico disonesto, guarda un po’, è straniero ed è pure juventino, termine che nelle ultime 48 ore è stato spesso usato come sinonimo di truffatore, anche in diretta TV e senza che nessuno muovesse un baffo (figuriamoci).

Il biondo bandito, ormai paragonato nell’immaginario collettivo a quell’Ivan che ha impedito la disputa di Italia-Serbia, era già stato condannato da due giorni interi di allucinante e volgare pestaggio mediatico, da capi-tifosi scribacchini e da bravacci televisivi, che mai si scatenano in tal modo per un cartonato, o un milanista, o un romanista e via dicendo (nonostante ce ne siano ampi motivi); un continuo e isterico berciare da scimmie impazzite che chiedevano (con foga degna di miglior causa) una punizione esemplare, e che non poteva venire trascurato dal procuratore-esecutore, che ha agito mica molto diversamente da quei Torquemada che nel 2006 hanno condannato la Zebra al rogo solo perché l’opinione pubblica si era fatta certe idee su una certa squadra, bollata come vincente solo perché vile corruttrice di arbitri nonostante pochi giorni prima avesse dato 5 elementi titolari alla nazionale campione del Mondo, più 3 ai finalisti perdenti.

Però sarebbe interessante sapere dove sono, che fanno e a cosa pensano i giudici delle nostre ciabatte quando quelli delle altre squadre (vedi anche Domenica scorsa, e altri 100 episodi prima, dopo e dappertutto) commettono scorrettezze molto più gravi di quella di Krasic che, forse sbaglio, ma nessuna moviola ha dimostrato con certezza non avere ricevuto tocchi galeotti (e come se fosse il primo che cade in corsa, in 113 anni). Con episodi come questo, anche le seggiole capiscono che in Italia non esiste un vero campionato, ma va in onda un perenne film dal titolo: “Tutti contro la Juventus”, con mille registi e milioni di spettatori, paganti e insultanti per la loro parte, coalizzati contro un solo bersaglio.

Ora il mostro sta fermo due turni, durante i quali i “furbetti del campionatino” ci regaleranno partite bellissime e correttissime, senza fallacci né simulazioni, con arbitraggi perfetti ed un clima idilliaco che contagerà dirigenti e tifosi, i quali riempiranno gli stadi molto più volentieri in assenza del serbo cattivo che attenta alla sportività nazionale facendo da pessimo esempio per chi è pieno di nobili intenti.

In mezzo a tutto ciò, bisogna ammettere che Andrea Agnelli stavolta ha replicato prontamente, parlando di “violenza mediatica” come avrebbe fatto uno qualunque di noi, poveri tifosi che dobbiamo remare contro tutti da 4 anni (ma in realtà da 30 o 40). Quando il clima si faceva pesante, qualcuno tirava in ballo i centimetri e le moviole giravano a senso unico, da presidente Boniperti usava un metodo che personalmente apprezzavo molto: silenzio-stampa a oltranza, poi vedevi come certi giornalisti mendicavano qualche frase ai giocatori bianconeri, pur di scrivere qualcosa. Non sarebbe male ripetere ogni tanto quel trattamento contro i media, al massimo lasciando al tecnico e allo stesso Agnelli il compito di difendere la squadra dai vigliacchi che la aggrediscono in ogni momento: chi offende la Juventus non deve avere il privilegio di ospitare la voce dei suoi calciatori, guadagnando copie o telespettatori.

Speriamo che questo sia solo un inizio, e che ogni minima stilettata contro i colori bianconeri trovi qualche nostro tesserato pronto a ribattere colpo su colpo, perché a furia di subire sganassoni da mezza Italia poi anche l’altra mezza si convince che la Signora è sempre in torto. Ci piacerebbe ad esempio una più assidua difesa da parte del sommo Alex, che avrebbe carisma e parlantina adeguate per smontare con una frase un’intera settimana di aggressioni anti-Zebra. Qualunque mezzo giocatore di passaggio, tecnici falliti e buzzurri televisivi possono gettare sospetti sulla Juve e insultarla, e perchè mai il nostro uomo-bandiera non dovrebbe farsi sentire difendendola anche a muso duro?

Viva la Juve, ora e sempre; e cerchiamo di stare sempre pronti alla guerra.
 
 
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