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          L'ANGOLO DEL TIFOSO
Articolo di Giusy Fiorito del 31/10/2010 19:01:35
Auguri, Signora
La settimana stregata si chiude con un tocco di magia. A nulla sono valsi i sortilegi e gli incantesimi politicamente scorretti preparati nei calderoni televisivi che Auricchio non riusciva a ricondurre alla proprietà della squadra del diavolo. Il déjà vu servito. Come in quel Milan Juventus dello scudetto perduto, 8 maggio 2005. Krasic come Ibra. Aruspici e auspici peggiorano a dieci minuti dal fischio d’inizio, quando Chiellini si stira e deve rinunciare alla partita. Il sabba continua e perdiamo De Ceglie e Martinez. In panca rimangono un paio di primavera, ma la Juve decolla. Quagliarella ne fa una delle sue e Sissoko rischia il linciaggio impappinandosi davanti ad Abbiati, ma trova alle spalle Alex Merlino che non perdona e sale per primo a quota 179. Il Milan ci ha provato nei primi minuti, ma Ibra ha trovato il legno all’incrocio dei pali e a nulla è servito aver realizzato il goal che dimezza lo svantaggio. La Juve ha operato il prodigio, ritrovando se stessa. Mettendo in campo la squadra per eccellenza. Ristabilendo il baricentro di un centrocampo che funziona, con Melo ritrovato e Aquilani responsabile e disposto al sacrificio. La Juve che aspettavi. La Juve che imposta e ragiona e poi si difende con saggezza, riparte in contropiede e porta a casa il risultato. Concreta, essenziale, compatta. Che vince sul campo ed espugna San Siro. La Juve che si esalta se l’impegno da onorare richiede il massimo del cuore e della concentrazione. La Juve contro tutto e tutti. Quella che persino Bergomi è costretto a dire che il suo spirito è indomito. E Caressa ad aggiungere che sta dando una lezione al campionato. Non solo. E’ La Juve che risponde sul campo ai Tosel e ai Pistocchi di turno. Agli Abete e ai Palazzi. Sempre pronti a portare la sfida fuori dal fazzoletto verde e a giudicare sull’onda del sentimento popolare e con la giustizia a due pesi e due misure.

Il Milan mi ha deluso. Dentro e fuori dal campo, invece. Superficiale e poco determinato nel gioco, non ha capito la lezione impartita da Del Piero e Trezeguet in quel campionato ormai lontano anni luce e ancora d’attualità dentro quell’aula 216 di Napoli che sta rimettendo in discussione il senso e il valore del calcio italiano dopo l’estate assurda del 2006. Un calcio impoverito e squallido, che ha spostato i derby d’Italia al telefono e si è sottomesso alle carte bollate. Mortificato da indagini a senso unico e da sentenze frettolose. Dalle strane ingerenze di quella stessa informazione che quattro anni fa ha crocifisso la Juve e poi ha omesso di raccontare il resto della storia. Oggi i titoli dei maggiori quotidiani sportivi italiani inneggiano alla moda del momento, un altro rito strano chiamato bunga bunga che la Juventus ha rispedito al mittente. Addirittura all’unisono La Gazzetta dello Sport e Tuttosport e questa sì che sembrerebbe magia. Mentre Il Corriere dello Sport colloca addirittura in paradiso i bianconeri. Calma. Vediamo di ragionare. Come ha fatto ieri sera la Juve, con il fascino inesauribile e immortale della sua concretezza e della sua voglia di vincere. La settimana magica si è chiusa. Lo scherzetto ce l’avevano confezionato anche stavolta. La Juve ha risposto con un dolcetto dal sapore inconfondibile, quello della vittoria.

1 Novembre 1897- 1 Novembre 2010. 113 anni. A un passo dal suo compleanno la Juventus non poteva dimenticare i festeggiamenti e con lo stile suo solito ha elargito ai suoi devoti i regali. Prima che fossimo noi stessi a omaggiarla. E’ uscita vincente da una sfida superba. A pochi giorni dall’assemblea degli azionisti che ha fatto il punto della situazione, in un’atmosfera di rinnovato entusiasmo. Nonostante le critiche costruttive e le richieste legittime dei tanti che hanno preso la parola, nell’aria c’era una fiducia nuova. Un legame ritrovato con il passato e un desiderio di ricominciare a scrivere la nostra storia che Andrea Agnelli ha legittimato ricucendo il legame spezzato nell’estate del 2006. La Juventus non è morta in quei terribili giorni. Un pensiero colmo d’amore ai nostri morti dell’Heysel, a Gianni e a Umberto Agnelli, ad Andrea Fortunato, a Gaetano Scirea…
La storia comincia sempre allo stesso stesso modo…
C’era una volta una panchina e un gruppo di ragazzi che amavano lo sport…
Non finirà mai…
Auguri, Juventus.
la juventina
Forza Juve Giusy
 
 
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