Un affermazione che più volte si è sentita da parte dei fans di calciopoli è che la Juventus per bocca del suo avvocato si era dichiarata colpevole. Più volte in questi cinque anni mi sono chiesto perché questa dichiarazione, e perché la Juventus ad un certo punto decise di non ricorrere più al TAR, suscitando in me e credo in tutti i tifosi rabbia e delusione. E soprattutto questo fu frutto di libero arbitrio o invece la Juventus fu costretta a quella decisione. Per dare una risposta dobbiamo ritornare a quella terribile estate del 2006.
La Juventus era stata condannata in primo grado alla retrocessione in serie B con TRENTA PUNTI DI PENALIZZAZIONE, revoca dello scudetto 2004-2005, non assegnazione scudetto 2005-2006, ammenda di 80.000 euro. Una sentenza terribile che avrebbe comportato, se confermata, la probabile retrocessione in serie C, o nella migliore delle ipotesi un altro anno di purgatorio nel campionato cadetto. In più c’è da dire che proprio in quei giorni tremendi, che precedettero la decisione di trovare un accordo, l’esimio presidente della FIFA Joseph Blatter dichiarò apertamente di volere escludere dalle competizioni internazionali, per cinque anni, qualsiasi Club che si fosse rivolto alla Magistratura Ordinaria e persino la Federazione di appartenenza. Una minaccia vera e propria il cui stampo lascio a Voi giudicare. Minaccia subito ripresa dall’illustre Commissario Straordinario della FIGC Guido Rossi, che annunciava anche, giusto per rincarare la dose, una richiesta di risarcimento danni contro la Juventus per avere “ DANNEGGIATO L’IMMAGINE DEL CALCIO ITALIANO”. Era questo lo scenario che avevano di fronte i Dirigenti della Juventus, un quadro tremendamente tragico: o continuare la lotta dall’esito, diciamolo francamente, incerto, alla luce di quello che si sapeva allora, o venire a patti.
Era chiaro che se la Juventus avesse deciso di continuare la battaglia la condanna di primo caso sarebbe stata confermata e le minacce di Blatter sarebbero diventate realtà, nell’un caso e nell’altro ciò equivaleva alla catastrofe al fallimento. Dunque non già libero arbitrio ma tragica, inevitabile e direi anche violenta costrizione, alla luce, soprattutto, delle minacce di Blatter. A distanza di cinque anni non mi sento di biasimare gli amministratori di allora, essi non ragionarono con il cuore e con il vento della passione che abbagliava i tifosi, ma con il cervello, come dovrebbe fare chiunque amministri una Società. Io paragono la Juventus di allora agli accusati nei processi stalinisti degli anni cinquanta, anche loro, poveri cadaveri viventi, già consapevoli di essere comunque condannati, si dichiaravano colpevoli per evitare possibili e più gravi conseguenze, per esempio, ai loro famigliari.
Ma ormai questo appartiene alla storia, veniamo, dunque, ai giorni nostri. Da Napoli arrivano buone e meravigliose novità che aprono il cuore alla speranza. Tra le altre una, secondo me, non è stata considerata con la giusta importanza ed è, invece, passata quasi sotto silenzio. Per la prima volta la Juventus, che è bene ricordare è parte civile, è entrata direttamente nel processo.
In occasione della deposizione di Alessandro Del Piero l’avvocato Galinelli ha chiesto al capitano quanti scudetti avesse vinto la Juventus e se riteneva che ci fossero stati degli aiuti esterni. Fin qui tutto normale, il capitano ha risposto di ritenere tutti gli scudetti, anche quelli vinti dalle altre squadre, assolutamente meritati. Ma è la seconda domanda che è invece interessante: è stato chiesto a Del Piero se era conoscenza di quanto la Juventus avesse speso per costruire un squadra vincente, alla domanda Alex ha risposto: “ più di centocinquanta milioni di euro”.
Perché questa domanda? Essa potrebbe essere rilevatrice dell’ azione che la Juventus potrebbe tenere nei mesi a venire, sempre che da Napoli, come tutti ci auguriamo, dovesse arrivare una sentenza di assoluzione. La Juventus potrebbe non soltanto e non tanto richiedere la revoca dello scudetto regalato all’Inter ma financo la revocazione della sentenza sportiva, preludio, anche e soprattutto, di una richiesta di COSPICUO RISARCIMENTO DANNI.
Ebbene si, illustrissimo dott. Guido Rossi, siamo giunti a cotanto, non la sarà FIGC ma la Juventus a potere richiedere il risarcimento danni. E nei confronti di chi? Innanzitutto la Federazione Italiana Gioco Calcio che nel 2006 ha istituito un TRIBUNALE SPECIALE ( è bene ricordare che la Legge vieta l’istituzione di Tribunali Speciali) per celebrare il processo sportivo. E che ci troviamo di fronte ad un Tribunale Speciale lo dimostra il fatto che per la prima ed unica volta, in quell’occasione, è stato abolito un grado di giustizia sportiva. E poi il fatto che è stato impedito agli imputati di esercitare in pieno il loro sacrosanto diritto alla difesa, escludendo dal dibattimento qualsiasi testimonianza a discarico. Il processo si è celebrato solo e soltanto sul materiale presentato dall’accusa.
Ma la FIGC è responsabile di altra e più grave cosa: non ha tenuto conto dell’esortazione fatta allora da Saverio Borrelli di continuare l’attività di indagine “ perché altro poteva venire fuori”. E CHE ALTRO!! Ha preferito fare come lo struzzo, nascondere la testa nella sabbia, ad Essa premeva, soltanto, porre la parola fine alla vicenda. Dobbiamo ringraziare Luciano Moggi ed i suoi avvocati se ciò non è avvenuto. Questo comportamento omissivo ha determinato che sugli eventuali reati commessi da altri soggetti cadesse la mannaia della prescrizione.
Ma c’è un altro soggetto a cui la Juventus potrebbe chiedere un cospicuo risarcimento del danno, ed è l’Internazionale ( che bello ed intrigante argomento). E questo non tanto per lo scudetto di cartone che la Società meneghina ha avuto in regalo.
Ma soprattutto per il fatto che la Società morattiana era a conoscenza delle telefonate che essa stessa aveva fatto ai designatori arbitrali, telefonate, sempre, colpevolmente negate, telefonate che se conosciute avrebbero portato l’Inter sul banco degli imputati ed avrebbero impedito alla stessa di trarre quel vantaggio costituito dal fatto che calciopoli ha spazzato via la Juventus e ridimensionato il Milan, consentendole di vincere quattro scudetti consecutivamente, cosa mai avvenuta dal dopo guerra ad oggi.
E’ innegabile che la storia del calcio italiano sarebbe stata diversa senza calciopoli o con un‘altra calciapoli.
|