Pagina 33 (25 gennaio 1999) - Corriere della Sera Segna Tuta, gelo a Venezia
La partita andava nelle mani del Bari e solo un grande Taibi (uscito poi per infortunio e sostituito dal debuttante in A Bandieri) riusciva a tenere il Venezia ancorato al suo vantaggio. Dai e dai, meritatamente il Bari si porta sul pareggio con una deviazione di De Ascentis. Ci sarebbero ancora quaranta minuti da giocare, ma Venezia e Bari decidono che puo' bastare cosi' . Un punto a testa sembra il male minore, il Bari calcola che un punticino possa confermarlo squadra rivelzione, il Venezia si accontenta per la sua navigazione a vista. Ed allora, e' solo tic e toc, triangolazioni di tutte le misure, sovrapposizioni euclidee, retropassaggi, giochi e schemi in orizzontale su ordinazione. Poi, a 13 minuti dalla fine, Novellino richiama Recoba e butta nella mischia il brasiliano Tuta, un gol finora, non certo uno spauracchio per le difese. Forse per combattere il freddo, Tuta si mette a fare il diavolo a quattro: prima sfiora di testa un invito a porta vuota poi, pochi minuti dopo, al 90' , incorna, fa carambolare la palla sul palo e poi in rete nel gol che non ti aspetti. Bari raggelato e Innocenti, allora, da' sfogo all' amarezza di un' intera squadra, mettendosi a litigare con Maniero: colpevole per il primo gol o per aver fatto da "cattivo esempio" a Tuta? "Vincere cosi' per loro e' un buon segno" dice Fascetti. Un segno profondo come una ferita, il colpo di testa di Tuta.
DA BETFAIR BLOG
Di frequente un calciatore viene ricordato esclusivamente per un episodio, sia esso una finezza, un gesto tecnico, un gol. Pensate a "Carletto" Parola passato alla storia per la sua rovesciata immortalata nelle bustine delle collezioni Panini. Beh analoga sorte tocca a Moacir Bastos detto "Tuta", meteora brasiliana del Venezia nella stagione 1998/99. La sua notorietà più che alle 3 reti segnate nelle 18 gare disputate in serie A è legata ad una partita. Era la prima giornata di ritorno, al "Penzo" il Venezia sfidava il Bari guidato da Eugenio Fascetti. Tuta a pochi istanti dal triplice fischio segnò il gol decisivo e corse a festeggiare; intorno a lui il gelo, degli avversari e anche dei compagni. Nel tunnel verso gli spogliatoi successe un po' di tutto: volarono ceffoni, bersaglio ovviamente il brasiliano, e Tuta in sala stampa ammise candidamente: "i compagni mi hanno detto che la partita doveva terminare in parità..." Alla fine finì a tarallucci e vino grazie a Zamparini, allora presidente del Venezia. "Tuta non capisce bene l'italiano" argomentò il vulcanico Maurizio e il biscotto, perché tale era, rimase impunito. A fine stagione il brasiliano, arrivato in laguna sulla scia delle buone prestazioni con Atletico Paraenense e Portuguesa, lasciò il bel Paese. In totale realizzò tre gol contro Lazio, Milan e appunto Bari, più un graffio alla Juve in Coppa Italia.
Credo che non ci sarebbe da aggiungere altro; solo una domanda, semplice semplice:
A ZAMPARI' MA DE CHE STAMO A PARLA'?
Forza Juventus
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