Due le scuole di pensiero. Una fa capo a Benedetto Croce per il quale la storia ipotetica, o virtuale, o controfattuale è un esercizio ozioso, una inutile perdita di tempo. L’altra pertiene agli studiosi angloamericani che hanno grande rispetto della storia controfattuale, una branca della ricerca storica. Se…se…. Se l’Arciduca austriaco Francesco Ferdinando non fosse stato assassinato il 28 giugno 1914, la prima guerra mondiale sarebbe scoppiata ugualmente? Se Mussolini non avesse fatto la guerra, l’Italia di oggi come sarebbe? Se Napoleone avesse vinto a Waterloo, quale Europa si sarebbe configurata? Se nel finale di Juve-Poznan quelle maledette palle fossero entrate, avremmo commentato diversamente l’incontro? Ma, in subordine, se dopo esserci portati sul 2-1, i polacchi, negli ultimissimi spasmi ghiacciati della partita avessero fatto il gol del 2-2, che cosa diremmo oggi? Per dirla con Antonio Tabucchi (Piccoli equivoci senza importanza) “ La vita è un appuntamento, solo che noi non sappiamo mai il quando, il chi, il come, il dove. E allora uno pensa: Se avessi detto questo invece di quello, o quello invece di questo, se mi fossi alzato tardi invece che presto, o presto invece che tardi, oggi sarei impercettibilmente differente, e forse tutto il mondo sarebbe impercettibilmente differente, o sarebbe lo stesso, e io non potrei saperlo”. Vi è sempre nelle vicende storiche, (o cronachistiche, aggiungo io) come dice Sergio Romano in risposta ad un lettore della sua rubrica sul Corsera, una considerevole dose di impulsi personali e, soprattutto di casualità. Nella storia controfattuale, come nei romanzi polizieschi, ogni lettore deve arrivare da solo all’ultima pagina. Per gli storicisti ogni avvenimento sarebbe il risultato, necessario e inevitabile, di alcune condizioni politiche e sociali. Per gli antistoricisti, la storia controfattuale è una buona terapia contro il determinismo storiografico. La partita col Poznan è finita, com’è finita. Ma se Marotta fosse stato più energico e deciso verso l’arbitro e il delegato Uefa, come sarebbe andata a finire? Una storia da riscrivere. E’ probabile che la partita sarebbe stata sospesa e la Juve ne sarebbe uscita indenne, con turbinio di fescennini sulla testa del bravo Marotta. Ma siamo nel campo delle probabilità, non delle certezze. E’ così che le teorie deterministiche (da quello discende questo e solo questo, necessariamente) applicate alla partita col Poznan, portano a concludere che SICURAMENTE la Juve l’avrebbe spuntata. Probabilmente sì, non sicuramente sì. Se quelle maledette sfere di cuoio fossero entrate dove dovevano, i discorsi sarebbero chiusi e la storia dell’EL sarebbe stata diversa per la Juventus? (ricordiamoci che c’erano ancora scampoli di partita da giocare). Probabilmente sì, ma noi non possiamo saperlo. Né lo sapremo mai.
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