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          L'ANGOLO DEL TIFOSO
Articolo di Pasquale Lara del 08/01/2011 21:26:14
Lettera per Fabio
Per Fabio Qugliarella

Caro Fabio con un gol d’autore, la tua specialità, avevi chiuso un anno per te contraddittorio che aveva alternato momenti deludenti ad altri d’esaltazione. Sicuramente l’ultimo scorcio della tua stagione con il Napoli non deve essere stato facile. Sentirsi in discussione nella squadra per cui hai da sempre dichiarato essere naturalmente tifoso è stato come prendere uno schiaffo in pieno viso. Non è stato certamente bello ritrovarsi contro, una tifoseria che consideravi tua ed additato come responsabile della mancata qualificazione in Champions per aver causato con la tua espulsione la sconfitta del Napoli proprio contro quel Parma che evidentemente rappresenta la tua bestia nera. Anche in Nazionale la tua esperienza non è stata positiva a causa della testardaggine di Lippi che prima ti ha tenuto sulla graticola nell’indecisione di portarti o no in Sud Africa e poi una volta sciolto il dubbio ti ha relegato in panchina, dove sei stato schiodato solo da una situazione disperata. Che in pochi minuti hai rischiato di risolvere miracolosamente a nostro favore. In ogni caso hai chiuso il nostro inglorioso mondiale con l’unica cosa bella che siamo riusciti a fare, anzi è più giusto dire che tu hai fatto. Da quel momento però è cominciata la parte d’anno più gratificante. Infatti, scaricato da una società che aveva creduto poco in te, sei approdato nella squadra che negli anni ti aveva vanamente inseguito. Voglio essere onesto perché il tuo arrivo non ha suscitato entusiasmo tra i tifosi bianconeri convinti che fossi un ripiego. Sono bastati però, solo pochi mesi perché diventassi il simbolo della nostra Juve. In te abbiamo apprezzato non tanto i gol che pure sono stati tanti e belli, quanto l’impegno profuso in ogni circostanza e l’esuberanza dopo ogni segnatura della squadra, ti rivedo ancora sulle spalle di Melo sotto la curva dopo la vittoria con la Lazio. In poche parole ci siamo innamorati della tua serietà, perché caro Fabio per i tifosi bianconeri è importante la prestazione del calciatore, ma lo è ancora di più l’impegno profuso e tu hai dimostrato di essere il numero uno. A pensarci bene non poteva essere diversamente perché nessuno dei tecnici che hanno avuto la fortuna di allenarti ha mai potuto muovere un appunto in questo senso. Così caro Fabio per la nostra famiglia sei diventato Quaglia, Quaglinho, Quaglito, Eta- Beta e se tu hai urlato di dolore in quel maledetto pomeriggio,noi l’abbiamo fatto per la disperazione allo stesso modo in cui lo facemmo quell’otto novembre del 98 quando, come oggi, il destino ci sottrasse il nostro simbolo. Credimi Fabio non ha importanza che tu non possa dare al momento il tuo apporto decisivo alla nostra Juve, noi vogliamo solo che tu guarisca bene. Alex ti potrà confermare che noi juventini una volta adottato un calciatore siamo disposti ad aspettare tutto il tempo necessario per rivederlo in campo più forte di prima. Coraggio Fabio che noi no ti abbandoneremo.

Sempre e comunque Forza Quagliarella.
 
 
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