Stanco, amareggiato e disilluso. Questi sono i primi tre aggetti che mi vengono in mente per descrivere il mio stato d’animo nei confronti della Juventus. I primi quattro campionati post calciopoli sono stati uno dei periodi più neri della nostra storia. Abbiamo sopportato l’inimmaginabile. Abbiamo visto arrivare a torino e giocare da titolari, calciatori che faticherebbero a trovare posto in una tribuna di serie B. Abbiamo visto una serie di allenatori naufragare miseramente. Abbiamo visto arbitri combinarne di ogni colore senza che mai una situazione di dubbio fosse sciolta a nostro favore. Quattro anni in cui era vietato parlare di Moggi e della triade negando loro persino l’onore delle armi nonostante i dodici anni di prestigio e successi regalateci a costo zero! Abbiamo visto Cobolli, immortalato in una foto tristemente famosa, sottobraccio a Moratti. Lo abbiamo sentito dividere i tifosi della Juve assegnando inique patenti. Infine abbiamo certificato la fine ingloriosa del piano quinquennale del signor Blanc.
In estate la svolta. Non più un Elkann al comando, ma un Agnelli, Andrea. Non più Alessio Secco, con i suoi acquisti alla Knezevic, ma Marotta. Un’estate bollente. Nomi altisonanti per la panchina si ricorrevano giornalmente assieme a campioni di mezzo mondo sul punto di trasferisi sotto la Mole. Titoli cubitali sui giornali sportivi con cifre da capogiro destinate al mercato. La promessa che niente sarebbe stato più che prima, che ora si tornava a fare sul serio, si tornava Juventus per davvero. Bene. Il mercato estivo cominciava sotto i peggiori auspici, con il signor Marotta che comprava giocatori di fascia medio bassa rinunciando ai campioni. Sembravano, per un attimo, tornati i tempi bui di Alessio Secco, gente come Motta, Pepe e Martinez apparivano come sue operazione, anziché di Marotta. In panchina si virava per un tecnico non certo di prima fascia e vincente. Anzi. Scelte che subito appaiono sbagliate agli occhi dei tifosi più accorti. Intanto cominciava la stagione, gli arbitri tartassavano la Juventus mostrando scarsa neutralità e serenità nei confronti della Juve. Una simulazione di Krasic veniva punita con una severità tale da essere equiparata ad un gesto violento! Un elenco lungo fatto di rigori, fuorigioco, falli non fischiati e altro ancora. La società non interviene mai.
La sensazione, arrivati a metà gennaio, è che questa Juve abbia cambiato cosi tanto da aver fatto un giro di 360° gradi ed essere tornata esattamente com’era. Il problema non è quello di dare un altro anno di tempo ad Agnelli o Marotta. Il problema è che sono passati cinque anni senza vincere nemmeno una coppa del nonno, ed è questo che mi terrorizza. Agnelli deve riuscire a comprendere una sola cosa: Per vincere servono i migliori! A buon intenditore…
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