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          L'ANGOLO DEL TIFOSO
Articolo di enzo galasso del 23/01/2011 19:19:05
La Juventus e il muro del pianto
Sono un single irriducibile e un pò carogna, e la traiettoria del mio tempo, immobile quanto a stato di famiglia, anche se si fermasse qui, avrebbe già visto sufficienti separazioni . Mi consola, nel mio rapporto con le donne, la certezza che tutto finirà, prima o poi, e la possibilità di evadere dalla galera del per sempre. Fra il per sempre e il mai più, scelgo il mai più. E chi non è d'accordo, provi per un attimo, a pensare a quell'unica (?) volta, nella propria vita, quando, al risveglio, perchè è in quel preciso momento che succede, dopo una ennesima notte sogno di eleborazione della crisi di un rapporto, ha scoperto improvvisamente che, basta, era finita, finalmente...

Nel 2006 ci hanno detto che l'unica che era per sempre, la fidanzata che non ci aveva mai tradito, come direbbe Mughini, in realtà era una gran troia, e qualcuno di noi ha subito pensato che non c'era scandalo, perchè sono tutte uguali, e, prima di dargli il benservito, si è messo a frugare nella memoria del suo cellulare, e non venitemi a dire che un innamorato non ha mai il più piccolo dubbio, io ne ho sempre avuti, è più forte di me, almeno un miliardo... di ombre, aprendo la sua borsetta.

Lì è nata la diaspora del popolo juventino, quando i più, forse meno esperti nel controllo dei cellulari e delle borsette, e già provati da un lungo conflitto tra identità soggettiva (come io juventino mi vedo) ed identità oggettiva (come i non juventini mi vedono) si sono messi davanti ad uno specchio interiore e non si sono più ritrovati. Intendiamoci, sono rimasti juventini, a sentirli, ma, da quel momento somigliando a quel cavaliere inesistente di Calvino, sotto la visiera niente, che resta saldo a cavallo in combattimento, per sola forza di volontà.

Nel 2006, nel campionato italiano, è cominciato il dominio Inter, e già che, da come la vedo io, gli inizi di qualsiasi cosa sono sempre sospetti, e se la genesi è conseguenza di una ghigliottina è quasi sempre criminale, e lascia una scia di odio. Così in terra, come in cielo, non si assiste impunemente all'instaurazione di una dittatura di un nuovo gruppo di potere, già Prometeo lo segnalava, lui, vittima di Zeus, e della nuova combriccola dell'Olimpo. A pensar male, la zecca dubbiosa colpisce il bersaglio...

C'è una nemesi oscura che lavora sotterraneamente nelle trame di tutte le storie, e quindi anche in quella del calcio, che segue un percorso di giustizia compensativa, e qualche volta capita che perda la bussola e navighi a casaccio, e il riferimento non è casuale, essendo figlia di Oceano e della Notte.

Se volete farvi amica Nemesi, dovete essere dalla parte dei deboli e dei perdenti, sono più simpatici, e l'ideale è essere tifosi di una squadra in rivoluzione trozkista permanente, quelli che spendono male per non vincere niente alimentando il business di quei cinici affaristi che spendono poco per vincere molto. Davide e Golia, ma chi è mai stato dalla parte del più forte...?

Lo hanno ben capito un certo amministratore di una fabbrica di automobili di Torino, Romiti, che ci ha fatto sapere che, da quando la Juve perdeva, la Fiat vendeva di più, e un certo Presidente di quella squadra, Cobolli, che ha cercato di consolarci dicendo che eravamo diventati più simpatici, mentre Gigli ammetteva che ce lo avevano messo nel c..o.

Sento dire, in quest'inizio di 2011, che è sempre più affollata la zattera dei naufraghi di calciopoli, che è salito a bordo anche il Presidente della squadra trozkista (chiederà i danni morali?), e la mia zecca indovina è in preallarme...

Inserito in una fessura del muro del pianto alle ore 19.00 del 23 gennaio 2011.


 
 
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