Quando c’è di mezzo la Juventus le critiche diventano sempre più malevole, forse perché dalla Juve si attende sempre qualche cosa di diverso e grande o forse perché si è prevenuti e si parla per partito preso.
Da questa estate non si fa altro che parlare male della campagna acquisti fallimentare, dei giocatori mediocri che sarebbero stati acquistati e via dicendo. Si critica aspramente la posizione in classifica della squadra dimenticandosi delle grandi attenuanti che ci sono state. Intendo parlare degli infortuni a catena che stanno condizionando non poco il campionato. Avrei voluto vedere il Milan a che punto sarebbe se avesse dovuto fare a meno contemporaneamente di Ibrahimovic, Pato e Robinho. Nonostante tutto a questa squadra mancano i punti persi con Bari, Parma e Palermo, punti che erano sicuramente alla sua portata. Con sette punti in più ora si farebbero altri discorsi e, comunque, i conti si fanno sempre alla fine.
C’è una critica su tutte che considero ingiusta e in mala fede, quella che più volte Luciano Moggi ha rivolto alla campagna acquisti della Juventus e cioè di avere preso molti e mediocri giocatori anziché focalizzarsi su due tre fuoriclasse. Per carità lungi da me di contestare l’indubbia competenza di Big Luciano, ma oltre che essere competente il nostro è anche un gran furbacchione ed è chiaro che questa critica è fatta pro domo sua.
Ora io sono andato a rivedermi la campagna acquisti della Juventus del 1994, anno di avvento della triade. Ebbene in quell’anno gli acquisti fatti furono ben tredici, li elenco per ruolo: portieri: Squizzi; difensori: Ferrara, Porrini, Jarni, Fusi, Orlando (non Massimo, chi era costui?), Sartor; centrocampisti: Tacchinardi, Sousa, Deschamps, Tognon (sigh); attaccanti: Grabbi, Fantini (bho). Sfido chiunque a dire che tra loro c’era un fuoriclasse, molti buoni calciatori ma nessun fuoriclasse. Certo la squadra aveva una sua fisionomia, la situazione era molto diversa da quella di questa estate, che secondo me era drammatica. Tanto è vero che si vinse subito lo scudetto, anche perché la concorrenza di allora non era certo quella di quest’anno. C’era solo il Milan in netta fase calante.
Un ultima cosa da dire la campagna acquisti di Marotta certo non è stupefacente, ma non è neppure fallimentare come si vuole fare credere. Quagliarella, Krasic, Aquilani, Bonucci, Pepe sono buoni, Martinez, Traorè, Rinaudo sono da rivedere, ad essere pignoli l’unico che è stato un fallimento è Motta.
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