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          L'ANGOLO DEL TIFOSO
Articolo di Gianantonio Buizza del 31/01/2011 11:26:57
Azionariato popolare
Vorrei ritornare sulla possibilità di creare una di società ad azionariato popolare, una società Juventus che sia di proprietà dei suoi tifosi e gestita da manager scelti da questi.

L’operazione di raccolta delle quote, abbiamo visto che basta che i 14.000.000 di tifosi diano 50 euro cadauno per avere un capitale di 750.000.000 di euro sufficienti per acquistare la Juventus e attuare una forte politica di rafforzamento, dovrebbe avere alcuni chiari punti fissi.

Il primo punto è che l’operazione si deve concludere nell’arco di due anni e non deve comportare alcun onere per il tifoso nel caso non venga realizzata. Questo significa che una persona versa, mediante bonifico bancario la quota che desidera, un multiplo di 50 euro, e, in caso di annullamento dell’operazione, entro i famosi due anni, riceverà in automatico un bonifico di pari importo sul c/c di provenienza del primo versamento. pertanto chiunque perderà solo gli interessi bancari sull’importo impiegato.

Il secondo punto, conseguenza diretta del primo, è che non ci deve essere alcuna spesa oltre agli oneri bancari, pertanto chiunque si adopererà per la riuscita dell’operazione lo farà gratuitamente e non ci dovranno essere né emolumenti né alcun acquisto o rimborso. Tutti gli asset dovranno essere “software”, in modo da poter essere trasmessi gratuitamente via Internet e tutta la corrispondenza dovrà essere effettuata via posta elettronica e via Skype.

Il terzo punto è come stuzzicare e stimolare la partecipazione dei tifosi juventini. Siccome sappiamo tutti che, pur essendo in presenza di cifre estremamente basse, la riottosità a partecipare a queste forme di investimento è molto alta, deve essere corrisposto un “bene” a fronte di questi importi donati, “bene” che però, a causa del secondo punto, non deve costare nulla.

Ora, cosa c’è di apprezzabile che non costa nulla? Fuori le idee, esempio: un autografo dei nostri beniamini (calciatori in attività, vecchie glorie, allenatori, dirigenza, ecc..), una fotografia digitale personalizzata, un “albo d’oro” online dei sostenitori, un mese o più di Juventus channel (per chi ha Sky) disponibile gratuitamente (tanto trasmette comunque e forse potrebbe anche essere un buon lancio pubblicitario), la presenza fisica di qualche calciatore in feste organizzate ad hoc e così via; l’importante è che tutti gli euro raccolti siano in questa prima fase prestati e quindi pronti ad essere tutti restituiti, se l’operazione andrà in porto le persone si troveranno quote di partecipazione altrimenti tutto quello che hanno investito verrà restituito.

Il quarto punto è come organizzare la raccolta da 14.000.000 di persone del capitale necessario; un’ipotesi può essere l’attivazione del meccanismo, solitamente perverso, di quello che di solito viene chiamato “catena di Sant’Antonio” o “Aeroplano”. Lo stimolo dovrà comunque essere gestito centralmente, il sito “giulemanidallajuve.it” potrebbe assolvere bene al compito anche perché svolgendosi il tutto via Internet, la struttura organizzativa è già pronta e deve solo essere indirizzata a questo scopo.

In conclusione, dopo questi punti che presentano l’operazione come una semplice raccolta di fondi, si deve evincere che le problematiche sono enormi e la fattibilità a livelli di irreazzabilità, però “..... chi non risica non rosica”.

Un juventino rancoroso

Gianantonio Buizza
 
 
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