Tante sono le cause di cecità: dalla lesione della cornea o del nervo ottico, dal glaucoma alla cataratta, alla degenerazione maculare. Tantissime, per fortuna, le terapie. Figurarsi che esiste anche la terapia per una rara forma di cecità, la cosiddetta cecità volontaria mirata. Ne fu guarito, all’istante, un tale di nome Sbardella. Era il 19 novembre del 1967, all’Ardenza si stava disputando la gara Livorno-Monza. Gli amaranto, primi in classifica nella serie cadetta, stavano disputando un partitone e difatti stavano vincendo due ad uno. Il risultato pareva al sicuro quando, a due dalla fine, il livornese Nastasio è atterrato in area dal portiere monzese Ciceri. Il fallo da rigore lo vedono tutti, ma non il signor Antonio Sbardella da Roma: anche allora i labronici non erano nelle grazie del Palazzo. Sul rovesciamento di fronte, Garzelli colpisce involontariamente la palla con la mano: naturalmente viene fischiata una punizione dal limite, con barriera, che è senza esito. Il simpatico Sbardella ne decreta inspiegabilmente la ripetizione, che stavolta esita nel due a due finale. I miei cugini livornesi, certamente privi di savoir-faire, ma giustamente incazzati, invasero il campo ed uno di essi colpì con un gran destro il non vedente a corrente alternata. Inutile dire che il Livorno non ebbe più da ridire su nessun arbitraggio per molto tempo. Una postilla. Il telecronista RAI, il signor Pancani, ebbe a profferire espressioni non gradite al tenero pubblico amaranto, e ce ne furono anche per lui. Che da allora fu più accorto nelle radiocronache. Ecco, noi abbiamo un problema simile. Come il Livorno di ieri (e di oggi) non siamo ben visti dal Palazzo (né da Palazzi) e ci mandano arbitri affetti da cecità volontaria mirata, come si è visto nelle ultime tre partite (Udinese, Roma, Palermo). In linea con quanto ci accade dal 2006. Ma il bagher di Bovo a Palermo potrebbe avere altre due spiegazioni. Si sa che la Fata Morgana è un tipo illusione ottica che riproduce un oggetto più in alto del suolo: Morganti, parente alla lontana della Morgana, e quindi a conoscenza del trucco, deve aver pensato che il pallone fosse in terra e la mano di Bovo fosse il suo piede. La seconda spiegazione deriva dal nome dell’anopsico Morganti: poverino, l’hanno chiamato Emidio, che poi significa mezzo Dio. Vuoi vedere che si è montata la testa e pensa di essere al di sopra dei regolamenti? Anche qui, come per l’arbitraggio di Sbardella, c’è una postilla. Che riguarda i pennivendoli che commentano l’evento sportivo sempre a favore del nostro avversario di turno. Con la Juve che va maluccio ed i loro commento prezzolati, c’è la possibilità che le persone normali possano smettere di pagare esosi canoni televisivi. Ma qualcuno meno riflessivo potrebbe pensare di passare alle vie di fatto. Badate bene: io non auspico una giustizia sportiva “fai da te”, già esiste una giustizia sportiva da burletta: preferirei una giustizia sportiva punto e basta. Ma inizio a pensare che il sempre condannabile ricorso ad azioni più energiche, potrebbe resettare un sistema che mi ha francamente stancato.
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