Chi non ha provato un senso di imbarazzo (i più fragili vergogna) quando gli amici dicevano di noi: "è uno juventino!". C'era voglia di urlare tutta la rabbia per le ingiustizie subite, per la disinformazione che regnava, per le menzogne che dicevano. Adesso bisogna incominciare a proclamarlo: "sono juventino, anzi, sono sportivo, quindi juventino". Parafrasando Benedetto Croce affermiamo: "Perchè non possiamo non dirci juventini". Tutti gli sportivi non possono non dirsi (almeno un pò) juventini. Chiunque ami lo Sport e la Giustizia, di qualunque fede calcistica sia, per definirsi "sportivo" deve essere un pò anche juventino. Altrimenti o in malafede, o ha subito il lavaggio del cervello: in ambedue i casi non può certo definirsi sportivo, ma al limite "ignorante" per scelta o per livore e malanimo (peggio per lui!). Ormai tutti i cittadini-sportivi hanno capito che il prodotto calcio è stato falsato dal 2006 ad oggi. Farsopoli fu un vero e proprio linciaggio stile peggior Far West condotto da giornalisti, FIGC di Guido Rossi e presidenti che hanno abilmente fomentato il "sentimento popolare", conclusosi con l'omicidio di una squadra. Occultando e tralasciando il 97% delle telefonate e dei contatti che non interessavano (specie quelli nerazzurri) è stato tolto alla miglior squadra di allora sia il passato (ladri per sempre), che il presente (scudetti, serie B) che il futuro (dispersione della squadra, danni economici, materiali, sportivi). Fino a che non ci sarà la revisione di Farsopoli con equità e trasparenza sia nella assoluzione di chi ha pagato troppo, e/o nella condanna di chi l'ha fatta franca tacendo e mentendo, non ci sarà Giustizia e perciò neppure Calcio pulito. Fino ad allora, chi è sportivo deve dire: "siamo Tutti (almeno un pò) juventini".
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