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          L'ANGOLO DEL TIFOSO
Articolo di Rino di Savino del 18/11/2011 10:09:12
Moggi: l'assoluzione nella sua condanna
Sfido chiunque, tra i colpevolisti della prima e seconda ora, dai giornalisti agli antijuventini più accaniti, a non ammettere di essere rimasti sorpresi dalla “pesantezza” delle condanne inflitte a Luciano Moggi. Pur convinti della colpevolezza dell’ex dg della Juventus, sono certo che, tutti questi signori, non possano essere rimasti indifferenti nello scoprire che il dibattimento di questo processo, oltre che sentenziare una condanna, ha partorito delle verità che nessuno può far finta di non aver acquisito; è evidente che non abbiano influito sul giudizio del collegio giudicante, che non siano state ritenute “rilevanti”, ma lo è altrettanto che, l’averle “scoperte”, ha evidenziato, tra le altre, che:

- le indagini dei carabinieri siano state effettuate sfogliando i tabellini errati di un quotidiano;

- le altre squadre “non interessavano";

- i file audio di alcune intercettazioni sono spariti, e le trascrizioni di alcune di esse non corrispondono a ciò che effettivamente c’è nell’audio;

- un arbitro ha ricevuto proposte di lavoro da una società di calcio;

- il Pm ed i responsabile delle indagini durante il processo hanno incontrato il Presidente dell’unica squadra di calcio che ha ricevuto dei benefici da calciopoli;

- il Presidente del collegio giudicante ha ammesso di aver ricevuto pressioni dal presidente del Tribunale affinché si astenesse dal processo e, successivamente è stato oggetto di ben tre richieste di ricusazione;

In virtù di questo, sono certo che, tutti i signori forcaioli, abbiano, nello sviluppo del processo, maturato l’idea che, in effetti, alcuni capi d’accusa erano, e lo sono tuttora, quantomeno esagerati.
A costoro infatti sarebbe bastata la condanna per un solo capo d’accusa per frode sportiva per salire sul carro della “santa inquisizione” e fare di Moggi colui il quale ha “frodato lo sport” per rivendicare la legittimità delle condanne della giustizia sportiva.
A costoro, in fondo, importava poco che l’ex direttore fosse giudicato colpevole di associazione per delinquere, sarebbe bastata una singola frode per continuare a cavalcare l’onda del sentimento popolare antijuventino secondo il quale “La Juve rubava”.

Ed invece è arrivata la “tramvata”; Moggi promotore di una associazione per delinquere, Moggi assolto per 8 capi di imputazione su 17, un terzo degli imputati assolti, ma richieste di pena dei PM praticamente accolte in pieno. Anzi, se 8 frodi valgono lo sconto di soli 4 mesi vuol dire che, per singolo capo di imputazione, Moggi viene condannato a più mesi di quanto richiesto dai PM.
Molto di più di quanto si aspettassero; vedere Moggi ricevere una di quelle mazzate che solo chi è più forte di te può permettersi, ha sicuramente sorpreso anche loro.
Sarebbe bastato uno schiaffo, per dirgli che ha sbagliato, ed invece lo hanno disintegrato totalmente, schiacciato come l’ultimo degli insetti più insignificanti, quasi per fargli capire di non farlo più.
Appare così palese, quindi, che l’essersi messo contro, evidenziandone quantomeno la superficialità, se non proprio l’incompetenza, esponenti di forze armate e procure, l’avere in corso richieste di risarcimenti a carico di grossi gruppi industriali con mani in pasta un po’ ovunque dalle banche all’editoria, dall’energia allo sport, abbia scatenato l’ira dei superbi che solo una “lesa maestà del potere” può accecare.

Ed allora è proprio la pesantezza della sua condanna il primo pilastro della sua assoluzione; perché solo chi è più forte di te può farti così male; solo chi aveva tanto da perdere può accanirsi così intensamente verso chi…aveva gia perso a tavolino…ma sempre vinto tanto sul campo.

R.d.S.
 
 
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