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          L'ANGOLO DEL TIFOSO
Articolo di Antonero del 19/12/2011 12:58:47
Costretti a ringraziare un viola!!
Certo che a pensarci bene appare alquanto imbarazzante che il primo vero gesto di sfida nei confronti degli autori dello scandalo chiamato farsopoli sia partito da chi – almeno sul piano sportivo – ci è storicamente avverso e, a ben vedere, ha subito delle sanzioni alquanto inferiori dalle condanne scaturite dai processi sommari del 2006.
Finalmente qualcuno ha deciso di prendere per il bavero della giacca il protervo tifoso interista G. Rossi, chiedendogli conto del suo operato, dopo che l’ex consigliere del consiglio di amministrazione dell’Internazionale si è fatto beffa di ogni civile domanda proveniente dal patron della viola.

Tale situazione stride con l’atteggiamento della FC Juventus, che fino ad ora ha condotto una strategia, a mio parere, alquanto ambigua. Infatti, il ricorso alla giustizia amministrativa è un’iniziativa che potrebbe rivelarsi l’ennesimo buco nell’acqua, come del resto ci ricordano i bene informati della rosea. Le probabilità che l’istanza venga dichiarata inammissibile, sono molto alte; la possibilità, poi, che anche se ritenuta procedibile dal TAR, sia accolta, sono pressoché nulle. Ve la immaginata voi una condanna della FGCI al pagamento di 400 e rotti milioni di euro? Fossero anche molto meno, si manderebbe in banca rotta l’intero sistema. Pertanto l’iniziativa sembra abbastanza velleitaria, tanto più che il caro Ebete non ha ritenuto neanche di dover stipulare un’ assicurazione con la quale poter coprire l’improbabile condanna.

Appare evidente, dunque, che l’intento della FC Juventus, sia un altro. Probabilmente si è cercato di pressare le istituzioni sportive al fine di ottenere una soluzione “politica” alla querelle. Tanto è vero che subito dopo i ricorsi amministrativi, il massimo esponente dello sport italiano, sollecitato dallo stesso Agnelli, ha ritenuto di convocare il famoso tavolo della pace, che è finito come tutti ben sappiamo. Successivamente, sia Ebete che Petrucci si sono spesi in carezze ed affabulazioni nei confronti del presidente della Juve, il quale, da parte sua, non ha ancora rilasciato alcuna dichiarazione – unico fra i partecipanti – circa l’esito dell’incontro.

In questo scenario pre natalizio, si inserisce, come il classico fulmine a ciel sereno, l’entrata a piedi uniti di Diego della Valle, il quale, dopo l’ennesima presa in giro di chi “si nasconde sotto il letto” – di Moratto (ndr) – ha deciso di rivolgersi alla magistratura ordinaria per stanare gli artefici dello scempio del 2006.

Orbene, mi sorge una domanda semplice, semplice. Per quale motivo questo tipo di iniziativa non è stata assunta anche dalla Juventus. Dopo le nuove intercettazioni, la storia dei baffi, i ritardi e le incompetenze della FGCI, le dichiarazioni deliranti di Carraro (altro miracolato dello scandalo del 2006), e gli insulti di Rossi &co., perché non si è chiesto alla magistratura di indagare su chi ha indagato a senso unico? Per quale motivo non si è ritenuto opportuno avviare un procedimento giudiziario contro chi ha deciso di nascondere in un cassetto le intercettazioni che non interessavano, verso chi ha atteso colpevolmente che i tempi della prescrizione maturassero per dirci, poi, che altrimenti i perdenti per antonomasia sarebbero stati incolpati di frode sportiva. Perché non chiedere a qualche giudice indipendente di mettere sotto accusa chi arbitrariamente ha regalato un titolo sportivo ad una squadra per meriti etici, pur essendo a conoscenza – con molta probabilità – che nel sistema era coinvolto anche il presidente di questa squadra.

Continuo a sostenere da tempo che le scelte del Presidente Agnelli non sono né libere da condizionamenti né chiare nei loro obiettivi. L’assunto è che si pretende parità di trattamento. Poi scopriamo che, probabilmente – almeno fino a quando non rilascerà dichiarazioni in merito – Andrea avrebbe sottoscritto l’insulso documento finale preparato da Petrucci all’esito del tavolo del nulla. Un libello colmo di politichese; intriso di ammissioni non dette, di ammiccamenti ed eufemismi assolutamente inaccettabili. Addirittura i giornali storicamente vicini alla vecchia Signora iniziano a parlare di passo indietro, come se non fosse bastato quello che abbiamo dato al calcio italiano in termini di sodomizzazione della nostra gloriosa storia. Insomma, io continuo a non fidarmi della EXOR, e purtroppo non mi fido neanche del volenteroso Agnellino, in quanto ritengo che non sia realmente libero di agire senza il condizionamento chi, all’interno della sua famiglia e della proprietà, si rese corresponsabile, se no addirittura complice, di un indegna operazione di linciaggio nei confronti della Juventus e dei suoi dirigenti.

Questo peccato originale, che fonda le sue impure radici in lotte di potere interne alla nostra proprietà, e che si manifestò in tutta la sua ignominia con il ritiro del ricorso al TAR che, allora sicuramente, ma non adesso, avrebbe fatto da frangiflutti alle mareggiate di fango che sopportammo per mesi, purtroppo è la nostra (la loro) antica colpa, che credo non ci permetterà mai di ottenere una vera giustizia, a meno che altri, come Diego della Valle, non decidano di fare quel “lavoro sporco” che i nostri non vogliono o non possono fare.
 
 
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