Che bello essere di nuovo antipatici a tutti, segno che a tanta gente gli rode perché siamo tornati. Che bello leggere che finalmente la “dirigenza smile” prende una posizione ferma e sfancula una delle caste più viscide e mafiose di questo “paese disonesto”: quella dei giornalisti sportivi, sottopancia della “cupola” dei giornalisti a tutto tondo. Che bello avere una squadra che gioca, corre, difende bene, controlla il centro campo, attacca a spron battuto. Che bello avere una squadra che finora ha fatto 373 tiri in porta, contro 323 dei festeriani e 318 dei prescritti...peccato però che di tutti questi tentativi, solo il 10,5% sia stato realizzato, relegandoci al 15esimo posto tra le squadre di serie A, dopo il Catania e prima del Cagliari. Forse abbiamo sbagliato acquisti in attacco? Forse anziché spendere 18 milioni per Vucinic, 10 per Elia, 15 per Krasic, totale 43 milioni, avremmo potuto comperare Aguero, Higuain, Benzema, Sanchez. Oppure avremmo potuto insistere di più su Krasic e Quagliarella, cercando di motivarli di più, di integrarli di più con questo gioco di Conte che, finora, tranne qualche rara eccezione, è sempre apparso spumeggiante, brillante, dinamico, intenso. Perfetto per gente come Trezeguet. A proposito perché lo abbiamo mandato via?
Certo non si può dire che la dirigenza di “cazzate” non ne abbia fatto in questi anni. Purtroppo continua a farne ancora. Forse, la mossa più azzeccata è stata proprio il ritorno di conte alla Juventus. Ritorno voluto a furor di popolo e non merito della dirigenza come qualcuno vorrebbe far credere.
Ma ora, come dice Gianna Pavla sul muro, non è il momento di fare polemiche ma, semmai, quello di serrare le fila. Stare vicini alla squadra, oggi più che mai. E stare vicini alla squadra significa anche, malgrado tutto, stare vicini anche ai Marotta di turno che, nonostante ci si ostini a considerarlo un grande professionista, io insisto nel considerarlo una brava persona, sempre pronta ad aprire bocca, spesso anche a sproposito e che non ha occhio per gli acquisti necessari a una squadra come la Juventus.
Quindi serriamo le fila, spacchiamo il mondo e mandiamo al diav...anzi a quel paese, tutti quelli che ci odiano, che non ci sopportano, che si fanno venire la bile perché siamo tornati, ai Narducci, agli Auricchio, ai Petrucci, agli Abete, ai Nicchi e i suoi complici, ai Varriale, ai Volpi, ai Caressa, ai Crosetti e tutta l’interminabile fila di sputasentenze da 4 soldi dimostriamo una cosa: quando parlano male della Juve parlano male di noi, perché la Juve siamo noi. Siamo noi i 14, i 12 o i 10 milioni di tifosi sparsi per l’Italia e gli altri svariati milioni sparsi per il mondo. Siamo noi che soffriamo, che godiamo, che c’incazziamo, c’intristiamo, che gioiamo, che urliamo di rabbia e di dolore, siamo noi che esultiamo per ogni cosa che riguarda la Juventus e, ogni cosa, ogni stronzata detta, ogni veleno sputato, ogni cosa fatta a questa squadra la fanno anche a noi. Siamo noi tifosi che approviamo il silenzio stampa (meglio tardi che mai) e che vorremmo misure più drastiche contro questo sistema fatto di “combine” e arbitri da marciapiede.
Perciò ragazzi, fratelli, compagni, amici, chiamiamoci come vi pare, Juventini di tutto il mondo, uniamoci. Tiriamo fuori la rabbia che abbiamo dentro uniamoci e sfanculiamo i vari mediaset e Sky di turno, fondiamo pure una tv nostra, ma soprattutto compriamoci la Juve, compriamoci le azioni, non costano molto.
Diventiamo anche noi i proprietari di questa squadra in modo da far sentire la nostra voce durante i consigli d’amministrazione per far pesare le nostre posizioni, i nostri punti di vista, altrimenti questi rimarranno sempre lettera morta e saranno sempre visti e letti con fastidio e supponenza.
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