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          L'ANGOLO DEL TIFOSO
Articolo di Francesco Cardinale del 27/04/2012 17:39:34
Capitan Sparletti e la terza stella.
Da quando seguo il calcio, ovvero sin da piccolo sono stato sempre affascinato dai grandi campioni. Certo ricordo con grande emozione gente del calibro di Scirea, Platini, Maradona e i tanti altri campioni che si sono susseguiti in quel che era il più bel campionato del mondo: la serie A.
Da piccolo ero colpito dalle gesta tecniche di tali giocatori, ma crescendo anche il lato umano ha avuto la sua valenza.
Sia ben chiaro per me un giocatore come Maradona è un campione in todos, anche se le scelte discutibili, riguardante la sua vità privata, possono sembrare poco coerenti con quanto sino adesso affermato.

Certo gli anni passano e i campioni cambiano, e ai vari Scirea subentrano i Del Piero, i Maldini, i Totti e scusatemi se ne dimentico qualcuno. La memoria certamente gioca brutti scherzi, ma dove la memoria non arriva è la strategia che mi porta a dimenticare volontariamente altre figure.
Questo è il caso di capitan“lingualungamandibolad’acciaoioaddominali******” Zanetti. Dicevo che in passato i campioni da me citati nonostante le divergenze d’appartenenza godevano di un forte senso, seppur celato, di rispetto.
Certo alcuni di questi campioni come Totti in passato si sono spinti talvolta un po’ più in là del semplice sfottò, ma che ci vogliamo fare il calcio talvolta dimentica le buone maniere. Non nego che molte volte anche i nostri idoli si macchiano di comportamenti che se subiti non ci piacciano ( vedi Licstainer n.d.r.).

Ma nel caso di ZazzeraZanetti la questione è sensibilmente diversa. Ma chi è quest’uomo che sembra essere uscito dalle pagine di un teleromanzo argentino? Nasce a Buoneso Aires nel 1973 e esordisce nel Telleres e nel Banfield prima di passare e di diventare la bandiera dell’inter, il pilastro dell’onestà italiana, il volto pulito del calcio, il san francesco dei calciatori colui insomma che non può essere nominato in quanto il Messia dei giocatori.
Ora in verità non è che la bacheca di Capitan Scemetti prima del 2006 sia stata carica di trofei, eccezion fatta per una coppa Uefa targata 1997. Strano che un giocatore dalle sua alte qualità tecniche e morali avesse vinto poco.

Qualcosa non andava per il verso giusto e nonostante nel 1994 L’internazionale di Milano chiudesse con 31 punti, solo a un punto dalla zona retrocessione, per capitan Brambetti non appariva chiaro quale fosse la motivazione di tanti insuccessi. Ma Super-Zanetti inizziava a capire e a sub-dorare che qualcosa di marcio si celava nel calcio italiano e dopo anni di insuccesi e di figure tragicomiche finalmente nel 2006 arriva la verità. Non vincevano perché c’era chi rubava. Sbarazzatosi il calcio italiano dei delinquenti, la stella di Storrdetti inizio a brillare e tra triplete e campionati cartacei e non, la sua lingua inizio sciogliersi.
Sospinto da amici del calibro di Narducci, e del sub comandante Marcos, capitan Zanzetti iniziò a sentenziare e a parlare, parlare, parlare, sancendo le sue verità. “Sentivamo di meritarci quel titolo per tutto quello che avevamo vissuto prima. E ci rendevamo conto che, da quel momento, poteva iniziare qualcosa di bellissimo, ma noi dovevamo essere all'altezza, dovevamo meritarcelo. Prima di quel giorno del 2006, nessuno trovava la spiegazione di tanti perché, ma io ho sempre creduto nell'Inter, nel lavoro".
E ancora parole, parole, parole: In passato sono cambiati tanti allenatori perché non vincevamo: si cercava una soluzione temporanea per vincere, poi si è saputo tutto quello che è successo con Calciopoli.

In quegli anni abbiamo sopportato grandi sofferenze. Qualche cosa sospettavamo, ma non trovavamo le risposte. E continuando a parlare in libertà e arrivato fino ai giorni nostri quando chiamato per ricevere il premio gentlement 2012 ( ma che premio è?) a domanda sulla terza stella preferisce non rispondere sibilando un: contenti loro.

No Caro Zanetti contenti si, ma fessi no è da sei anni che sentiamo le tue parole e proprio adesso eviti di rispondere?
E allora una piccola risposta provo a dartela io. In questi bui e scuri anni per noi tifosi se c’era qualcuno che poteva parlare quello era Del Piero che si è visto scippato da te ( si caro Zanzetti) il frutto del suo lavoro. Se c’era qualcuno che doveva avere il dente avvelenato quello doveva essere il nostro capitano e non tu che da farsopoli ne hai tratto giovamento.

Ma che ci vuoi fare lo stile è stile e Del Piero ha preferito far parlare i fatti e i campi tu invece hai preferito parlare, parlare e straparlare. Per questo per me non sarai mai un campione ne tanto meno un uomo, perché un uomo sa quando è tempo di tacere. Adesso si che siamo contenti e stai sicuro che se stella sarà sarà splendente molto di più di quella stella che ti porti sul petto mio caro Capitan SPARLETTI.

Francesco Cardinale

 
 
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