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          L'ANGOLO DEL TIFOSO
Articolo di Il Camaleonte del 07/05/2012 17:53:55
IL Conte di Montecristo e la macchina del tempo
È avvenuto che finalmente quest’anno, un ex campione, un diversamente zazzeruto si è ora ripresentato neocrinito, nelle vesti nuove di Condottiero e insignito dell’Autorità Suprema di un immenso potere vendicativo e punitivo che trova quasi riscontro in un altro Conte, quello di Montecristo, con gli attributi gonfi quanto due cornamuse abbia trasmesso il segreto perduto della sua vincente giovinezza (in latino Juventus,) che già possedeva nel suo DNA, e ha intrapreso, lui, ma ha reso partecipi anche tutti noi, un viaggio sulla MACCHINA DEL TEMPO per ricominciare da dove eravamo stati annientati!

Siamo stati allora trasportati in un meraviglioso tour vendicativo in tutti i campi, nei quali questa volta non abbiamo MAI e dico MAI visto una sconfitta, dove abbiamo ammirato, stupefatti e a bocca aperta, un gioco che si andava via via perfezionando fino ad annichilire gli avversari, e che maciullava sul campo, addomesticando belve calcistiche ridotte a teneri micini, e battendo record pur avendo contro TUTTI e tutto.

La vendetta del nostro CONTE, si è ieri sera consumata. E si è chiuso un cerchio bruscamente interrotto dall’invidia e dalla malvagità altrui.

E così, increduli, siamo tornati indietro in epoche passate, a quando tutti, invece di commiserarci sadicamente come in questi sei anni, ci ODIAVANO a causa della nostra superiorità e tentavano di ostacolarci in tutti i modi, al punto da travisare la realtà pur di dimostrare che eravamo sempre dei ladri e che il posto occupato lassù in alto era immeritato.

Avvenne dunque che il passato è riaffiorato, impetuoso e prepotente pur nei suoi lancinanti ricordi, riempiendosi di un presente denso di soddisfazioni come da tempo non avevamo sentore.

Solo un vero juventino poteva donarci tutto ciò e non un qualsiasi rimpiazzo.

A quel punto, il viaggio nel tempo è diventato appassionante e travolgente, e abbiamo rivissuto quello che da un pezzo avevamo perso.
Vittorie strabilianti annichilendo avversari in forma e fortissimi come il Napoli dei tre tenori di De Lamentis, ridotto a una squadretta incapace di fare neanche un tiro in porta.
Abbiamo schiantato estromettendo dalla coppa Italia il Milan dei poteri forti, quello che una legge ad personam non scritta recita che ad ogni tuffo corrisponde un penalty; il Milan coccolato e osannato dei media e preferito dalla parte insana della nazione non bianconera.

La cavalcata finale si è domenica sera con l’emblematica e casuale consegna, con una giornata di anticipo, del titolo da quell’altra squadra che gioca anch’essa all’ombra della Madunina, che infiniti lutti ci addusse fuori dal campo, e che tuttora possiede tra le grinfie qualcosa che ancora ci appartiene.
Lo consideriamo un parzialissimo rimborso da tutti i dispiaceri seiennali ma non reputiamo conclusa la faccenda.

Certo ci hanno tentato con tutti i mezzi di trasformare la cavalcata vittoriosa in un insuccesso.

Ci hanno tentato i sopra citati media, faziosi come non mai nei nostri confronti; ci hanno tentato gli inquilini del palazzo del potere, con tutti i loro mezzi a disposizione,tanto che si è perfino superato il record negativo di rigori non concessi a una squadra che produce tanto e che da tanto sta al primo posto.

Ma non è stato possibile che la voglia di rivalsa e la forza di riappropriarsi del proprio DNA sono state più forti dello stesso fato.

Soddisfatti aspettiamo tra pochi giorni la conclusione di un miniciclo sensazionale. Già consapevoli però, che, comunque vada, ringraziamo il nostro Antonio, i nostri eroi e vogliamo concludere con una frase che sia di monito ai non bianconeri:

SIAMO TORNATI.
 
 
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Dopo la Cassazione su Moggi, cosa dovrebbe fare ora la Juve?
 
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