Ho un sogno nel cassetto, sogno che la verità su ciò che avvenne nell’estate del 2006, a cui i media hanno dato il nome di Calciopoli, venga fuori tutta integralmente, sogno che qualche tribunale riesca a dimostrare che la giustizia sportiva (che in quell’estate ha scritto la pagina più vergognosa della sua storia) era stata manovrata direttamente da chi aveva interesse a far condannare la Juve e, di conseguenza, è stato anche l’unico a trarne vantaggio da quella sentenza ingiusta, sogno che qualcuno riesca a dimostrare che Calciopoli altro non è stato che un complotto ai danni della vecchia dirigenza bianconera e che gli autori del complotto paghino le loro malefatte. Purtroppo quanto si sta verificando mi induce a pensare che il mio più che un sogno sia un’utopia in quanto tutti si sono accorti che si sta cercando di mandare in prescrizione il processo penale di Napoli, lasciando a tutti nel dubbio, in quanto alla maggioranza fa comodo che la verità rimanga occultata poiché se questa verità, che i veri tifosi della Juve (non quelli che si sono fatti abbindolare dalle chiacchiere) cercano da più di 3 anni, dovesse emergere succederebbe che: 1) verrebbero intaccati gli interessi della Federcalcio che sarebbe costretta a rivedere tutti i verdetti emessi nel processo sportivo del 2006 sotto la sciagurata gestione di Guido Rossi; 2) verrebbero intaccati gli interessi della stessa proprietà bianconera nella persona dell’azionista di riferimento John Elkann che non troverebbe le parole adatte a giustificare il perché di quell’atteggiamento così remissivo e accomodante verso una condanna ingiusta ai piccoli azionisti e a tredici milioni di tifosi; 3) verrebbero intaccati gli interessi di Moratti e Tronchetti Provera (e della TELECOM) che sono il primo e il secondo azionista della società che da quella sentenza ingiusta ne ha tratto il maggior vantaggio; 4) verrebbero intaccati gli interessi di alcuni mezzi d’informazione che hanno sprecato fiumi di parole e d’inchiostro in una campagna denigratoria contro la vecchia dirigenza bianconera con lo scopo di preparare il terreno al processo-farsa (mi riferisco in particolare ad un quotidiano sportivo di Milano color rosa); 5) verrebbero intaccati gli interessi dei magistrati Beatrice e Narducci (ma anche di Sandulli e degli altri giudici federali) che dovrebbero ammettere che il loro impianto accusatorio era basato su niente di concreto e su questo niente si è tenuto in piedi un processo a spese dei contribuenti; 6) non ultimo, verrebbero intaccati gli interessi di 40 milioni di italiani (i cosiddetti tifosi del bar dello sport) che sono antijuventini ed hanno interesse a credere che la Juve falsava i campionati. Ciò che sembrava evidente agli occhi della maggioranza, cioè che Moggi falsava i campionati attraverso le telefonate dopo 3 anni di processo nessuno è riuscito a dimostrare ed ora vogliono mandare tutto in prescrizione.
|