Qui di seguito vi "posto" la lettera raccomandata che ho spedito a John Elkann in data 06/11/2009. Grazie per l'opportunità.
Franco Del Re Ill.mo Presidente Dott. Ing. John Elkann c.o.: EXOR S.p.A. Corso G. Matteotti, 26 10121 - TORINO
Scritta di getto e col cuore dopo la partita Juventus – Napoli 2-3 del 31/10/2009
Illustrissimo Presidente,
chi Le scrive è uno di quei milioni di tifosi della Juventus, che l’ormai ex Presidente Cobolli Gigli definì “di serie C”, che ha trovato il tempo e le motivazioni per buttar giù queste righe grazie ad una specie di illuminazione; non ricordo in quale trasmissione sia stato affermato che dopo soltanto 11 giornate del Campionato di calcio di Serie A mai la seconda avesse raggiunto un distacco dalla prima di ben 7 lunghezze.
Questo mero dato statistico ha scatenato in me una specie di reazione a catena: ho verificato, classifiche alla mano, che rispetto all’anno scorso abbiamo gli stessi punti in campionato, ma due in meno in Champions’ League; quindi, avendo speso circa 53 mln € per rinforzare la squadra essa va peggio; poi ho valutato come in questi tre anni del nuovo corso anche il Napoli, così come prima era successo al Cagliari, al Palermo ed alla Fiorentina, abbia aggiornato le proprie statistiche, che alla voce "vittorie a Torino contro la Juventus" erano ferme sullo zero come minimo dal 1988: ventuno anni fa.
I record negativi battuti da Ranieri l’anno scorso (fra l’altro: primi punti a Torino anche per il Chievo e per Mister Del Neri, prima ed unica tripletta in Serie A del calciatore Pellissier) trovano quindi continuità nella nuova gestione Blanc/Ferrara. La fase iniziale delle ultime due stagioni si assomiglia tristemente: partenza decisa, entusiasmo effimero e poi le solite sconfitte contro Palermo e Napoli, novelle bestie nere (una volta potevano essere, al limite, Manchester United e Real Madrid…); come se l’autunno calasse soltanto sopra Vinovo, provincia di Torino.
Tutto questo sarebbe comunque ben poca cosa per spingere un semplice appassionato di calcio, quale io sono, a disturbarLa scrivendoLe ed a perder così il mio e forse anche il Suo tempo, sempre che legga la presente; diciamo piuttosto che è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Eh, si, caro Ingegnere, credo infatti di rendermi interprete del pensiero di milioni di juventini che in questi tre anni e mezzo, dall’uscita sui giornali RCS (per quote azionarie anche Suoi) delle prime anticipazioni sul cosiddetto scandalo “Calciopoli” fino a Juventus – Napoli di Sabato scorso, sono convinti che questa agonia sportiva, economica e socio-culturale debba finire al più presto.
Perché è anche grazie a Lei ed alla Proprietà che Lei rappresenta, che questo scempio umano si è verificato, sia che Calciopoli fosse vera anziché no; perché nel primo caso la Proprietà sarebbe stata responsabile di omesso controllo sull’operato dei propri dirigenti, mentre nel secondo sarebbe stata colpevole, invece, di non averli difesi nelle sedi istituzionali ed ovunque fosse stato possibile farlo; comunque sia il risultato è sotto gli occhi di tutti: mai nessuna dirigenza nella storia dello sport era riuscita a smuovere il proprio palmares al ribasso (da 29 a 27 scudetti !) come quella da Lei nominata per sostituire la cosiddetta “Triade”.
Non credo poi che sarebbe opportuno da parte Sua e della Proprietà che Lei rappresenta appellarsi a ciò che è stato fatto dalla passata dirigenza, perché allora non si capisce il motivo per cui non li abbiate denunciati in sede penale e civile con annessa richiesta di risarcimento danni, visto il disastro provocato sulla Società F.C. Juventus.
Purtroppo questo è il Paese delle mezze verità, che a volte si scoprono per intero solo dopo anni; spero che in questo caso il tempo sia davvero galantuomo, perché onestamente faccio fatica a capire il senso della politica societaria sul caso Calciopoli: provi Lei a chiedere all’ex Presidente Cobolli Gigli quanti scudetti ha vinto la Juve e poi mi sappia dire se lo ha capito; gli chieda anche quanti e quali illeciti sportivi avrebbero compiuto i vecchi dirigenti per far meritare alla più gloriosa Società di Football del Paese tale vergogna e poi mi sappia dire se lo ha capito; esistono su tanti siti nella rete (a tal proposito vorrei ringraziare di cuore gli amici di GIULEMANIDALLAJUVE.com) che hanno fatto un’attenta e puntuale raccolta di tutte le dichiarazioni antitetiche fra loro dei nostri dirigenti ed in particolar modo di Cobolli Gigli, che per questo si è guadagnato l’appellativo di Presidente Binario o Dottor Cobolli e Mister Gigli.
Sempre indagando su quanto si scrive sulla rete, ad oggi forse il miglior veicolo d’informazione per trasparenza e libertà intellettuale, si scoprono perle incredibili come la seguente: << l’ex presidente della Corte Federale – Piero Sandulli – ha dichiarato: “nella sentenza del 2006 noi evidenziammo cattive abitudini, non illeciti classici. Si doveva far capire che quello che c’era nelle intercettazioni non si fa. E’ stata una condanna etica. E resto convinto che quegli scudetti la Juve gli avrebbe vinti lo stesso”.>> (cit.: discorso del Dott. G. Belviso all’Assemblea degli azionisti del 27/10/2009). Un abominio, perché tale è una sentenza che fa giustizia secondo “il sentimento popolare”; e su tale condanna da tribunale dell’Inquisizione la Società non ha mosso un dito per difendersi, anzi: grazie all’intervento mai smentito di Montezemolo (intervista al Presidente della FIFA Joseph Blatter) si è convinta a ritirare il ricorso al TAR, oppure grazie ai consigli del giornalista del Corriere dello Sport, tal Vocalelli, il Presidente Cobolli Gigli si sarebbe “convinto a bere l’amaro calice”.
E questo è niente in un mare magnum che schiuma rabbia e indignazione per una vicenda che più passa il tempo e più assomiglia ad un’imboscata bella e buona volta a distruggere la Juventus ed in particolar modo la sua dirigenza, più che a fare pulizia nel mondo del calcio; in tale mare magnum , ripeto: basta navigare un po’ nella rete, Lei e la Proprietà che Lei rappresenta non godete certo di ottima stima, stando, fra l’altro, fatti alquanto inquietanti ed incomprensibili (fino ad un certo punto…) per noi semplici tifosi, quali Guido Rossi consulente IFIL e Telecom Italia e TIM (ovvero Tronchetti Provera) sponsor istituzionali della F.C. Juventus.
Ma le ricostruzioni di quelle vicende non finiscono qui: all’uopo Le allego, a puro titolo esemplificativo, un estratto del libro che il Dott. Luigi (detto Gigi) Moncalvo da mesi non riesce a farsi pubblicare (All. 1), senza scomodare mostri sacri del giornalismo quali il fu Dott. Enzo Biagi (che scrisse un bellissimo libro sulla Dinastia Agnelli, per cui difficilmente tacciabile di esserLe stato avverso) che, parole sue, affermava: “Una sentenza pazzesca, e non perchè il calcio sia un ambiente pulito. Una sentenza pazzesca perchè costruita sul nulla, su intercettazioni difficilmente interpretabili e non proponibili in un procedimento degno di tal nome, una sentenza pazzesca perchè punisce chi era colpevole solo di vivere in un certo ambiente, il tutto condito da un processo che era una riedizione della Santa Inquisizione in chiave moderna. E mi chiedo: cui prodest? A chi giova il tutto? Perchè tutto è uscito fuori in un determinato momento? Proprio quando, tra Laziogate di Storace, la lista nera di Telecom, poi Calciopoli, poi l'ex Re d'Italia ed ora, ultimo ma non ultimo, la compagnia telefonica Vodafone che ha denunciato Telecom per aver messo sotto controllo i suoi clienti. Vuoi vedere che per coprire uno scandalo di dimensioni ciclopiche hanno individuato in Luciano Moggi il cattivo da dare in pasto al popolino?" (cit.: dal sito giùlemanidallajuve.com – sez. commenti autorevoli)
Tutte queste cose mi fanno pensare che per Lei e per la Proprietà che Lei rappresenta, la Juve sia solo uno dei tanti “asset” della Exor e questo non è amore, ma solo affari.
In fine, e concludo, comunque andrà a finire la vicenda Calciopoli, da qualsivoglia lato la si guardi, essa rimarrà una macchia indelebile per Lei e per la Proprietà che Lei rappresenta e quel che è peggio per la Juve e per chi la ama: i suoi tifosi tutti, di serie A, B o C che siano; se poi il processo penale di Napoli dovesse mai assolvere i nostri amati ex dirigenti Le chiederei molto immodestamente, illustrissimo Dott. Ing. John Elkann, di fare “una cosa da Juventino”, parafrasando il regista Nanni Moretti: venda le quote azionarie a chi Le pare: a ricchi magnati arabi o americani, ad una cordata di imprenditori locali, traghetti la Società verso l’azionariato popolare sul modello del F.C. Barcellona o del Real Madrid C.F., scelga Lei; ma ci lasci per sempre, noi juventini veri, che di Scudetti ne abbiamo vinti sicuramente 29, ad un altro destino, più glorioso e quindi più consono alla nostra storia.
Distinti saluti, Franco Del Re "Edgar 74"
06/11/2009
All. 1: Editoriale di L. Moncalvo (cit.: www.giulemanidallajuve.com)
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