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          L'ANGOLO DEL TIFOSO
Articolo di Edgar 74 del 01/12/2009 18:33:59
IL PROGETTO
Fino all’estate 2006 esisteva una società di calcio che da dodici anni perseguiva il compimento di un progetto: rimanere la squadra italiana più forte e diventare a breve la migliore persino in Europa e nel Mondo.
Tale progetto si era reso necessario perché i suoi insaziabili tifosi di serie C così volevano, non capacitandosi di come una simile compagine non riuscisse ad ottenere fuori dai patrii confini almeno gli stessi risultati della seconda squadra italiana.
Tale progetto era ancor più ambizioso se si pensa che tali risultati arrivavano, e sarebbero arrivati in futuro, avendo i bilanci in ordine, anzi: dando persino dividendi agli azionisti; realizzando il primo vero stadio di proprietà in Italia, che avrebbe reso cifre enormi rispetto al vecchio stadio, per giocare nel quale pagava addirittura un lauto affitto; senza dimenticare che già quella squadra, almeno in Italia, aveva i più alti contratti di sponsorizzazione e di vendita dei diritti televisivi.
Dalla stagione 2006/2007 quel progetto sarebbe definitivamente giunto a compimento, creando di fatto un dominio sportivo-economico imbarazzante per tutti coloro che spendendo cifre folli, regalando rolex agli arbitri, ottenendo cambi regolamentari ad hoc durante la stagione, falsificando bilanci e passaporti, non riuscivano ad ottenere neanche la metà di quei risultati.
Tale società si chiamava JUVENTUS F.C. S.p.A.

Ma nell’Italia della mediocrazia un progetto così ambizioso, chiaro e vicino alla sua realizzazione stonava con le capacità manageriali e sportive di tutto il resto della banda del pallone italiota.
Non solo: stonava anche con l’inadeguatezza di chi quel progetto lo conosceva benissimo, in quanto lo viveva quotidianamente in casa propria, accecato da un’invidia nera in quanto consapevole che i successi di quella dirigenza avrebbero messo in luce i propri fallimenti; questi inadeguati erano un giovane rampollo così insicuro nel compiere i giusti passi nella propria vita da avere quattro tutori aziendali e il fratello, i cui ambigui gusti lo avevano portato in un ospedale torinese accompagnato.

Da allora il progetto cambiò: si chiamava sempre progetto, ma veniva messo in atto da una nuova dirigenza formata da un presidente binario ossessionato dalla voglia di rimanere simpatico a tutti, da un AD che aveva imparato benissimo a copiare, come a scuola, ma che dal suo sacco estraeva ben poca farina e da un DS che nella vecchia dirigenza faceva il ragazzo di bottega, perché altro non poteva fare il figlio di un ex dirigente che non aveva alcun’altra dote particolare se non quella della parentela esibita.

La nuova simpatica dirigenza impostò così il nuovo progetto: cambio immediato di quel nome altezzoso ed irritante in quello simpaticissimo di POLISPORTIVA PIEMONTESINA RIDENTUS, o più simpaticamente RIDENTUS; ridimensionamento del palmares societario da 29 a 27 scudetti, così, tanto per essere più simpatici e meno prepotenti; rimpasto dei quadri tecnici con l’allontanamento dei vecchi dirigenti e l’arrivo di simpatici apprendisti; cambio annuale, o quasi, dell’allenatore, in onore del presidente di calcio più onesto della storia, ai valori del cui vice tutti in società si sarebbero dovuti rifare simpaticamente; divulgazione del progetto parlandone continuamente senza mai aver capito né loro né i loro interlocutori di cosa diavolo mai si stesse parlando.

Ad un anno dalla fine del quinquennio che la nuova società si era data per la realizzazione del progetto, i risultati sono straordinari e sotto gli occhi di tutti.
 
 
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