Cari fratelli, di recente ho riletto una delle rare interviste rilasciate da Andrea Agnelli, che risale a ormai quasi un anno fa, quando il figlio del grande Umberto rilasciò un'intervista a Tuttosport nella quale ribadiva che la vicinanza della Famiglia alla Juventus non era da mettere in discussione.
Ebbene, ad una domanda su Massimo Moratti e sul fatto che rivendicasse lo scudetto di cartapesta come quello dell'onesta, il nostro Andrea esordisce più o meno con un "a Massimo voglio bene...". Noto che queste parole le ho già sentite in altre occasioni, pronunciate in interviste sia da Monnezzemolo che da Giònelcàn. Tutti con la solita filastrocca, "voglio molto bene a Massimo...". Ora se si tratti di frasi di circostanza è un conto, perché se facessero la stessa domanda a noi juventini veri risponderemmo in maniera totalmente opposta. Ma se così non fosse, mi chiedo quale sia tutto questo affetto che lega gli Agnelli, inclusi i Monnezzemoli e i Giònelcàn, al più grande nemico e odiatore della Juventus.
Questo deve fare riflettere tutti noi juventini veri. Però devo dire, pensandoci bene, che anche noi in fondo vogliamo il bene di Massimo. Ed è che venga fuori la verità dai processi su Farsopoli. Sicuramente tutto ciò farebbe il suo bene, perché una persona che cerca in tutti i modi di apparire "onesta", "perbene", un gran "gentiluomo" se non anche il più gettonato "signore", quando in fondo non è niente di tutto questo, è un dramma umano se non proprio una tragedia, che non può essere portata avanti a lungo.
E così il presidente "onesto" potrebbe affrontare la sua schizofrenia e i suoi sdoppiamenti di personalità con la serenità e la tranquillità che queste situazioni richiedono per poterle curare. E' quindi per questo che a Massimo Moratti noi juventini auguriamo tutto il bene del mondo. Sinceramente. Ma soprattutto di cuore. |