Dopo il match di Sabato sera per il popolo bianconero si intravede finalmente un raggio di sole ad illuminare pallidamente una notte lunga tre anni e mezzo.
Si badi bene: non per la prestazione, pur dignitosa, espressa in campo, ma per ciò che ha condito l'incontro prima, durante e dopo. PRIMA: le dichiarazioni di Coppola avrebbero dovuto avere tutt'altra eco sui mass media, ma ormai in questo Paese chiunque abbia un minimo di istruzione e senso critico sa benissimo che i mass-merda, pardon: mass-media, sono solo sudice veline di parte e nulla più; peccato che la Dott.ssa Casoria a Napoli dimostri più integerrima onestà intellettuale della media dei giudici italiani e che abbia accolto la testimonianza non come una vera e propria prova madre, ma neanche come una diceria che non meritasse neppure una banale trascrizione come hanno fatto i carabinieri, sempre più in sospetto di creare i casi giuridici piuttostochè indagarci sopra. Ma tant'è.
DURANTE: gli interisti in salsa MoNatti si sono ricordati chi erano fino a tre anni fa: primo gol subito su punizione preventivamente contestata, che non si sa mai, e sceneggiata a latere dello Special CoGLIone, giustamente espulso; secondo gol bellissimo, e quindi incontestabile, e si passa al piano B: simulazioni, provocazioni e contestazioni su qualsiaisi cosa; punta di riferimento del nuovo/vecchio "schema piagnisteo" il sociopatico Balotelli, un caso umano prima che sportivo. DOPO: fra silenzi assordanti e frasi dette e non dette, si passa al grande classico: difesa dell'onore perduto (sul campo) da parte della stampa amica: su Sky sport 24 commentavano a caldo due conduttori con la faccia di tolla: uno in particolare, con le labbra serrate per mezz'ora, recitava a memoria: "beh, però quel rigore... e con l'altro facevan due,...mah! Nessuno si è preso la briga di verificare quanto dovuto, ovvero: due rigori non fischiati alla Juve (Sissoko e Chiellini), tre espulsioni non sanzionate all'Inter(Muntari, Samuel e Chivu); in compenso, tutti a garantire la correttezza dell'espulsione di Melo (giusta), la mancata espulsione, per interruzione di azione NON pericolosa, di Grosso (!?!) e due rigori per l'Inter: Samuel (che c'era) e Milito(che non c'era, perchè è l'argentino che pesta il piede di Caceres nel tentativo maldestro di simulare e non il contrario); Ecco quindi che questo Juve-Inter dal sapore antico, e per questo molto dolce, fa pensare che la cobolliana portaerei nerazzurra cominci ad imbarcare acqua dalle piccole ma insidiose falle che iniziano a vedersi sempre più chiare sotto la sua linea di galleggiamento: calciopoli comincia a manifestarsi per ciò che è: una farsa montata a tema sull'asse Milano-Roma; senza aiutoni, ma solo con gli aiutini non si va da nessuna parte, così come da 44 anni succede regolarmente in Europa; San Josè di special ha solo la parlantina smaccata e inconcludente della Wanna Marchi delle cremine e del sale che si scioglie nell'acqua.
Con ciò nessuno a Torino pensi che quest'ennesimo brodino caldo abbia risolto come d'incanto tutti i problemi: martedì c'è una gara ancor più importante da non perdere, perchè, al contrario del big-match di campionato, questa è senza appello ed in senso generale perdura, ovvio, la totale incompetenza ed inadeguatezza di proprietà e quadri dirigenziali; in campo, poi, i miglioramenti si sono visti sul piano del carattere e della determinazione, ma non certo sulle qualità tattiche o tecniche, vedansi l'applicazione dello schema tattico "a caso" e l'involuzione ormai cronica dei tre caballeros brasileri. Per fortuna dieci anni fa, o giù di lì, una certa dirigenza un "progetto" vero ce l'aveva e creò il settore giovanile più forte d'Italia, che ad oggi ci ha consegnato una rara perla di tecnica, tattica e di qualità morali: CLAUDIO MARCHISIO. |