Ho letto con molto interesse l'Editoriale di Vighi su Legrottaglie e l'Attualità di Zagari sugli errori di gestione, credo sia superfluo dire che sono pienamente d'accordo.
Chiedo scusa a tutti per l'accostamento che sto per fare tra Sacro e Profano, tuttavia ciò che è successo da Farsopoli ai nostri giorni mi ricorda (molto lontanamente) qualcosa che avvenne circa 2000 anni fa, quando il Padre Eterno permise che il suo Unico Figlio fosse ingiustamente condannato a morte previa crocifissione per poi farlo risorgere dopo 3 giorni un, tale atteggiamento va oltre i nostri "schemi" ma la Chiesa ci ha insegnato che fosse un "male necessario".
Scendendo molto più in basso e pensando a ciò che è stato per noi dal 2006 ad oggi, (leggendo anche il libro di Pasta e Sironi) nel caso di Elkann sembra che dal suo punto di vista permettere che la juve venisse condannata ingiustamente fosse un male necessario per poter prendere in pieno la leader sheap della società liberandosi di 2 collaboratori ritenuti troppo ingombranti come Moggi e Giraudo e ricostruirla con la collaborazione di altri uomini. Questa è la differenza fondamentale con quanto avvenne 2000 anni fa, cioè che Nostro Signore il Suo Unico Figlio lo fece risorgere dopo 3 giorni mentre la nostra squadra dopo 3 anni e mezza non è ancora risorta visto che siamo lontani anni luce dai livelli ante-farsopoli.
A parte i paragoni troppo impegnativi, di cui mi sono scusato a priori, quello che voglio dire è che ammesso anche che Elkann dal suo punto di vista aveva le sue buone ragioni ritenendo che la condanna ingiusta fosse un "male necessario" per potersi liberare di due che avrebbero potuto scalzarlo, perchè una volta liberatosi dei due uomini (che nel loro campo erano i migliori in assoluto) perchè non ha chiamato a dirigere la società qualcuno che di calcio mercato ne capisse qualcosa anzichè affidarsi a 3 uomini che nel calcio ci stavano (e ci stanno) come i pesci al di fuori dall'acqua? In conclusione non c'era solo la volontà di liberarsi della triade umbertiana ma anche lo scarso attaccamento alla squadra dietro un atteggiamento troppo remissivo e accomodante verso delle condanne ingiuste. |