Che vi siete persi! Così scrisse un sagace napoletano l'anno del primo agognato scudetto del Napoli sul muro di un camposanto; dentro quelle parole c'era l'incontenibile gioia per aver assistito ad un evento storico e la dolce malinconia nel pensare ai propri cari tifosi che non c'erano più e che non avevano potuto assistere da vivi all'evento.
Oggi, ogni buon Juventino che ama e ricorda i propri cari Juventini scomparsi dovrebbe fare altrettanto, ma il significato di quelle parole avrebbe un senso totalmente opposto.
Cari martiri dell'Heysel, che questa vile proprietà, questa inetta dirigenza continuano non solo a non ricordare come meritereste, ma che permettono anche ad un manipolo di viola infami di oltraggiarvi con un gemellaggio lurido ed indegno, siete stati uccisi con la maglia della Juve addosso, macchiata del vostro sangue; ve ne siete andati a 90 minuti dal toccare il sogno di una vita, che per noi che siamo rimasti diventò il peggior incubo; ma almeno Nostro Signore vi ha risparmiato questo scempio, dalla B alla trasformazione in una cosa ancor più ridicola e patetica della peggior Inter MoNattiana.
Caro Gaetano Scirea, tu Capitano gentile di mille vittorie, tu fantastico calciatore e uomo straordinario, tu che moristi in un gelido autunno polacco per amore e dovere verso la tua Juve, Nostro Signore ti ha risparmiato un dolore immenso: rendere realtà il sogno di tutti i veri antiJuventini, ovvero l'incubo peggiore di tutti noi; ci hanno fatto passare per ladri di polli, ci hanno trasformato in uno scherzo della natura, in un fenomeno da baraccone.
Caro Andrea Fortunato, ti chiedo perdono per quegli idioti che ti contestarono e ti alzarono le mani, senza sapere quale dramma stesse consumando la tua giovinezza; tu grande terzino che si inseriva nella tradizione di Cabrini e De Agostini; come te, dopo di te, nessuno mai, neppure il volitivo Pessotto; tantomeno il Grosso Bidone, che solo ad immaginarmelo con la maglia di Gaetano a correre sulla tua fascia mi viene l'angoscia.
Cari Giovannino, Edoardo, Gianni ed Umberto Agnelli, come hanno ridotto la vostra Juve!! se aveste avuto la palla di cristallo li avreste diseredati seduta stante!
Caro Aldo, amico bianconero che ritovavo ogni anno sulla spiaggia davanti al mare limpido di Follonica, a parlar per ore e ore della nostra Juve; speravo ogni anno di rivederti, nonostante quel tuo cuore matto che ti impedì da ragazzo di giocarci nella tua Juve, nonostante quel provino stravinto; l'ultima volta che ci incontrammo eri felice, perchè tornava il Trap, perchè avevamo comprato Kohler; "Fidati, mio piccolo Ho Chi Min (così mi chiamavi), Keller (così lo chiamavi) è quello che ci vuole, altro che Luppi e De Marchi!" perchè eri un grande amante della Juve ed un grande conoscitore di calcio; eri anche un grande calciatore, ma Nostro Signore ti impedì di mostrarlo al mondo; i suoi disegni sono imperscrutabili, ma almeno ti hanno concesso la grazia di non vedere questo scempio.
Caro Aldo, la Juve non c'è più, la Juve mi manca, come mi manchi tu, grande campione che nessuno mai ha visto giocare; ora lassù Gaetano avrà qualche problema in più a fermare i dribbling secchi di quel ragazzino magro dal cuore grande, un cuore che ora non si ferma più. |