“Sono le piccole cose belle che fanno bella la nostra vita quando accadono all'improvviso un sorriso spunterà Sono le piccole cose belle che regalano felicità e ti cambiano la giornata se le vivi con semplicità”
Sono i versi di una canzone per bambini che ho utilizzo per introdurre gli auguri di tifosi “semplici” che spero, attraverso i loro ricordi ed emozioni, possano regalarti un sorriso.
Ricordo quando era all'ospedale ed ero un bimbetto, ricordo la maglia pesante (come pungeva sulla pelle ..ma quanto era bella!) che mi comprò mio nonno, ricordo il pianto commosso quando rientrò dopo la lunga assenza, corredata dall'episodio della monetina ingoiata; ricordo che venne la Juve in amichevole dalle mie parti e che i miei genitori mi portarono dal mio Bettega Lo vidi tornare a correre e giocare e fu tanta la mia commozione con le urla " Bettega, Bettega Bettega" che un accompagnatore, in tribuna, mi portò negli spogliatoio, in braccio a Bettega. Quell'abbraccio lo ho stampato nella mente. Buon compleanno vecchio Bobby Goal, Buon compleanno incancellabile e inarrivabile simbolo di Juve; dovrebbe far festa uno stadio intero acclamando il tuo nome con te che, sicuramente saresti felice e non perché urlano il tuo nome e ricordano la tua gloria ma perché, attraverso quel nome, capiresti che amano ciò che tu ami di più, perché festeggiarti significa festeggiare la Juve. Gianluca
Parlare di Bettega mi fa sentire ancora giovane. Quando si parla di Bettega bisogna intendersi bene: non si tratta solo di una icona bianconera ma di uno dei più grandi giocatori che io abbia visto con la nostra casacca per lo meno dal dopo guerra in qua (degli altri fenomeni degli anni '30 ne ho sentito parlare solo dai racconti del mio Papà), fortissimo atleticamente e tecnicamente e con il classico istinto del killer da area di rigore. Tre episodi che a distanza di tanti anni sono ancora fissi e indelebili nella mia memoria e poco ricordati dalla critica: il primo è del dicembre del 1971: in una fredda domenica al "comunale" Bobby decise la vittoria della Juve con uno dei suoi irresistibili colpi di testa ed il giorno dopo si seppe della sua malattia che lo tenne lontano dai campi per tutto il resto della stagione (in cui vincemmo peraltro ugualmente lo scudetto) e che in seguito fu la causa degli insulti vergognosi della "tifosaglia" avversaria che lo accompagnò per tutto il resto della sua carriera. Il secondo è il gol in maglia azzurra che fece piangere gli 80.000 del "Monumental" di Buenos Aires e tutto il resto degli Argentini ai mondiali del '78: solo chi conosce l'orgoglio e l'amore sviscerato di "Quella Gente" per tutto quello che riguarda la loro Patria può intendere l'importanza ed il rispetto per quest'Uomo che li obbligò a lasciare quello stadio famoso e trasferirsi in provincia a Mendoza. Il terzo è un ricordo triste, quello di Atene del maggio '83 per quel tiro all'inizio della partita parato miracolosamente dal portiere dell'Amburgo che avrebbe potuto cambiare l'andazzo della partita che lo stesso Bettega disse in seguito che la Juventus perse perché non giocò da Juve. Fu l'ultima apparizione di Bobby prima di andarsene in Canada e purtroppo l'ultima mia in uno stadio dopo 37anni di frequentazioni perché mi resi conto in quella tremenda notte che un terribile incidente automobilistico accadutomi sei mesi prima non mi avrebbe più permesso quelle frequentazioni essendo diventati gli stadi troppo pericolosi causa una menomazione ad una gamba (però quella menomazione non mi aveva impedito di raggiungere Atene pur zoppicando ancora vistosamente dato che camminavo da appena un mese). Infine devo aggiungere che ho conosciuto Bettega personalmente ad una cena ad Asti dopo uno dei tanti scudetti degli anni '70 ed averlo trovato una persona modesta ed affabilissima e assolutamente normale al contrario di molti altri magari con un valore calcistico nemmeno paragonabile al suo. Dario
Nelle tue lacrime del Maggio 2006 ho avuto la certezza di aver capito cosa stavano facendo alla Juventus. Nella tua immagine all'Assemblea dei Soci 2009 ho capito che fa ancora molto male, non solo a me. Un uomo che ha fatto la storia della Juve, durante l'Assemblea del 2006, disse che nessuno è più Juventino di lui... si sbagliava. Non c'è nessuno più juventino di te:grazie Roberto. Nicola
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