In 1984 di Orwell il grande fratello non si accontenta di dominare totalmente la società. Vuole di più, vuole tutto, anche la coscienza dei suoi sudditi. Finchè il protagonista del romanzo avrà un barlume di indipendenza interiore il G.F. non sarà soddisfatto, e lo torturerà mentalmente fino alla resa finale.
E così i protagonisti ed i complici del circo popolar-mediatico (quasi tutti) mi guardano con stupore quando li affronto sui temi di farsopoli. Come oso mettere in dubbio il "Verbo" consolidato dei media, dei pennivendoli di regime pedatorio, del "comune sentire" dell'italietta pallonara?
E lo faccio deciso, citando fatti, nomi, date, gettando scompiglio nelle loro certezze, tutti o quasi ancora convinti che Paparesta sia stato chiuso a chiave negli spogliatoi di Reggio. I fatti sono fatti, il nostro fratello non è poi così grande, anche se enormi sono gli interessi che tutela.
Bèh, se come nel libro anche un solo dissidente dubbioso poteva mettere in crisi il sistema perfetto del grande fratello, così farsopoli non sarà consolidata finchè qualcuno la contesterà in blocco. La contesterà nel merito, nel metodo, nei risultati, nelle conseguenze. Come la più grande boiata calcistico/mediatica di tutti i tempi, e lo urlerà forte, fortissimo, contro tutto e tutti.
E saremo sempre in tanti, sempre di più; oggi finalmente la società, per bocca di Roberto, ha lanciato un segnale, sono 29, tutti vinti sul campo. Forza ragazzi, non molleremo mai. |