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          L'ANGOLO DEL TIFOSO
Articolo di enricot del 11/01/2010 15:29:28
Pet Cemetery
Non so quanti di voi amino il grande Stephen King. Chi lo segue avrà riconosciuto nel mio topic il titolo di uno dei suoi più celebri romanzi, dal quale venne tratto un film altrettanto buono, caso alquanto raro, nei binomi tra letteratura e cinema.

E' la storia, per chi non lo sapesse, di un bambino che trova un cimitero indiano su cui aleggiava un fluido che aveva il potere di riportare in vita i defunti. Il bambino lo usa per il suo micetto, inizialmente. Il padre del bimbo, in seguito, per suo figlio, quando questi finisce sotto un camion e muore.

In effetti animale e bimbo tornano in vita, ma... le cose non erano più come prima. Il gatto non era più quel micetto giocherellone, ma un metifico animale puzzolente, che schivava i suoi padroni. Ed anche il bambino si era trasformato in un piccolo mostro.

Chi muore non torna. O, se torna, non è più quell'entità che amavamo.

La stessa involuzione l'ha subita la nostra Juventus. Alle volte quando leggo i messaggi di molti di voi che, durante le partite, trovano ancora la forza di tifare, emozionarsi ed incazzarsi ( ma come fate? vi ammiro ragazzi, e non scherzo, badate bene ), quasi mi commuovo, mi vengono i lucciconi. L'amore, quello vero, non muore mai.

Io, sarà a causa del mio carattere cinico, invece ho depositato ogni velleità dal quel maledetto 31 agosto 2006, quando rinunciarono al TAR e fu chiaro, per chi voleva intendere, anche se non c'erano ancora tutti quegli indizi che poi ci avrebbero confermato la fondatezza dei nostri sospetti, che la Juventus, quella che avevamo amato, non c'era più.

Quella Juventus per cui avevamo girato mezza europa, speso fior di denari, rischiato la vita ( e chi se lo scorda l'Heysel? ), passato notti insonni, con la prospettiva di tornare al lavoro la mattina dopo. Un capitolo della vita da archiviare.

Ricordo il primo incontro in serie B, quando Paro segnò il primo gol in serie cadetta.. ero insieme ad alcuni amici, che esultarono davanti alla TV. Ricordo uno che mi disse: "embè? eddai, su... non fare lo snob."

Non era snobismo il mio. Semplicemente percepivo che "quella" Juventus era una strana entità, ma che non era "la" Juventus che avevo sempre amato, anche se indossava le stesse maglie, anche se molti giocatori erano gli stessi. Un pò come il protagonista del romanzo di cui parlavo quando vede il gatto tornare in vita: è il suo gatto, ma contemporaneamente si rende conto che si tratta di un'entità astratta.

Per questo motivo da quasi quattro anni ho archiviato gioia e dolore, calcisticamente parlando. Non esulto quando vinciamo e me ne fotto se perdiamo.

Il motivo per cui ho scritto 'sto post? Non lo so neppure io. Forse avevo voglia di esternare le mie sensazioni, o di spiegare quella freddezza di fondo che aleggia nei miei messaggi, e che qualcuno mi ha fatto notare, alle volte. Tutto lì. E perdonate la retorica.

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