Mentre l'Italian Virtual Soccer Championship si appresta a concludere stancamente un'altra inutile stagione, dall'auditorium del Lingotto giungono nuove sinfonie dalla John Elkann's Big Band, un ensamble che spazia dalle ouverture di scherzi e farse(poli) fino ai de profundis sportivi, non trascurando litanie e miserere soliste di zacconiana e cobolliana interpretazione. Oggi si spera che finalmente anche gli scettici, gli aziendalisti convinti e gli yes-men di vocazione abbiano preso atto della totale inettitudine calcistica di chi ha indegnamente ereditato le sorti di quella che fu la società fondata nel lontano 1897 dagli studenti del D'Azeglio e che per circa novanta anni fu retta con passione dai membri di una stessa famiglia: Edoardo, Giovanni ed Umberto Agnelli. Nel maggio del 2006 la John Elkann's Big Band si appropria di quella che fu la Juventus, la autoretrocede in cadetteria, baratta due titoli per interessi personali, svende quasi tutto il parco giocatori, coopta giornalisti; nessun componente dell'orchestra proviene dal settore calcistico ed i risultati si vedono: campagne acquisti ridicole e dispendiose, se il centrocampo non filtra a sufficienza si cede Zanetti, se occorre un uomo che sappia crossare si cede Marchionni, se la difesa è un colabrodo si provvede con Knezevic e la cessione di Ariaudo, con risultati che sono sotto gli occhi di tutti. All'incompetenza calcistica si accompagna anche una totale incoerenza di pensiero e di strategie. La Big Band elimina la vecchia gestione di cui fa parte anche uno juventino vero come Roberto Bettega, la denuncia mediaticamente e legalmente per infedeltà patrimoniale, ma seppur giovando in casa l'accusa viene respinta da un giudice di Torino che sentenzia che il fatto non sussiste (come dire che qualcuno ha visto atterrare gli extraterrestri in piazza Castello), nonostante la band fosse pure disposta a patteggiare quattrini purchè la condanna venisse emessa. Ora alzi la mano chi tra voi sarebbe disposto a riassumere un collaboratore sul quale ha nutrito più di un sospetto e lo ha addirittura trascinato in tribunale. Un simile atteggiamento si spiega con la completa incapacità di intendere e volere o la assoluta malafede, in tutti i casi occorre rimuovere il soggetto portatore di simili vizi; si è quindi provveduto a nominare un tutore, proprio quel Roberto Bettega deriso ed umiliato qualche anno addietro. Umanamente capiamo la voglia di rivalsa che Bobby-gol ha maturato in questo arco di tempo e la sua è una rivincita che vale una vita, ma professionalmente censuriamo senza ombra di dubbio la scelta di affiancare il proprio nome a chi ha contribuito a cancellare quella che fu la Juventus, suo unico modo di intendere il calcio ed inoltre gli è stata pure assegnata la responsabilità di decidere il futuro di allenatore e giocatori. I risultati non arriveranno mai e la Big Band potrà avvalersi anche dell'alibi Bettega, ovvero, se nemmeno una vecchia bandiera come lui riesce a far invertire la rotta, vuol dire che anche noi non abbiamo poi tutte queste colpe. E male ha fatto Ciro Ferrara ad accettare la conduzione tecnica della squadra e pagherà per questa scelta, così come malissimo fece Deschamps a non abbandonare appena saputa la notizia della rinuncia al TAR: se il francese se ne fosse andato allora, con ogni probabilità oggi staremmo a discutere di ben altri argomenti e qualcuno che indegnamente occupa degli incarichi nella (ex)Juventus sarebbe altrove. Alberto Rossetto, da sempre e per sempre juventino, non rappresentato dall'attuale proprietà.
P.S.: ben vengano certi risultati se ancora alcuni tifsi sono disposti a recarsi allo stadio a finanziare coloro che hanno cancellato la Juventus.
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