Uno psicologo può fare l'allenatore, ma un allenatore non può fare lo psicologo (tranne che con interventi dettati dal buon senso, come fa la mammina col marmocchietto capriccioso). Altra cosa è addentrarsi nei viottoli oscuri e tortuosi della psiche per rimuovere blocchi e anomalie del comportamento dalle origini sconosciute agli stessi soggetti. Il lettino dello psicoanalista di scuola freudiana non serve proprio a questo? Quando qualcosa di strano, in un gruppo di individui, sfugge alla comprensione superficiale (al 'buon senso'), è d'uopo sottoporre i componenti di quella comunità, a terapie psicologiche singole e di gruppo. Compito del terapeuta è quello di 'sbloccare' i soggetti affetti da ansia da prestazone (è il caso della Juventus attuale, al di là e al di sopra di altre cause collaterali). Sbloccarsi vuol dire tornare a vincere. E' successo a Federica Pellegrini, 'paralizzata' da attacchi di panico al momento di tuffarsi, in piscina, nella specialità dei 400 s.l. I nostri giocatori sono schiacciati psicologicamente. Dopo il 3° e 2° posto delle ultime due stagioni, la logica voleva che si dovesse vincere lo scudetto e arrivare almeno ai quarti in C.L.anche tenendo conto della ricca campagna acquisti. Il contemporaneo fallimento ha prodotto prima sorpresa, poi sconcerto, poi reazioni rabbiose, ma prive di lucidità e infine lancinanti frustrazioni a mano a mano che gli episodi sfavorevoli si susseguivano. L'atteggiamento in campo, che segue gli stati d'animo descritti, si connota col desiderio di strafare per dimostrare che “noi siamo pur sempre la Juve e, dunque, non possiamo non imporci e vincere se non sempre, almeno quasi sempre”. Noblesse oblige. Se questa presunzione non si traduce in risultati positivi, la rabbia mista ad ansia cresce, accompagnata, però, da sempre minor raziocinio, da più confusione mentale e, infine, da una patente crisi d'dentità che si estrinseca, più o meno, così “ se noi siamo la Juve, la squadra che avrebbe dovuto vincere lo scudetto, fose anche giocarsi la C.L. in una finale memorabile, ma ci troviamo impelagati a pochi passi dalla zona retrocessione, allora che ci sta succedendo? , chi siamo veramente? E perché sta succedendo tutto questo?). Il buon Zac s'è improvvisato psicologo (ha parlato subito di autostima dispersa), così come Scopigno (chi se lo ricorda?) risolse i problemi del suo Cagliari improvvisandosi filosofo (epicureo). Con la sua calma ostentata, seppe portare serenità nell'ambiente. Altro tipo di cura, secondo la 'psicologia' socratica' (scienza ancora in nuce a quei tempi) basata sul classico 'Conosci te stesso': tira fuori da te stesso quello di buono che sicuramente tu hai. Puoi farlo. E' il metodo cosiddetto maieutico. Funzionò. Alla maniera, originale e accattivante di Scopigno. Ho scritto, tempo fa, che nel bagaglio professionale di un tecnico di qualsivoglia sport singolo o di squadra, non può mancare una consistente cultura di base (e parlo di cultura non solo calcistica, o natatoria ecc.), ma di conoscenze che derivano da buone letture di svariate tipologie). Gianni Brera scriveva che una squadra di laureati batterà sempre avversari illetterati in qualsivoglia competizione, in ambito sportivo e in qualsiasi altro settore della vita. |