La partita tra scapoli ed ammogliati giocata domenica sera in quel di Marassi ha sancito la nascita del nuovo duo comico del wrestlig italiano. Antonio & Chimenti, due tra i calciatori più inutili che calcano i prati verdi nazionali, hanno confezionato uno sketch destinato ad entrare di diritto nella storia della comicità, al pari delle famose gag dei fratelli De Rege (vieni avanti cretino), al celebre duetto tra Walter Chiari e Carlo Campanini sul sarchiapone o la malafemmina argomento di discussione tra Totò e Peppino de Filippo. Ben coscienti del fatto che nessuna parola potrà mai essere esilarante come vedere in azione dal vivo il duo Antonio & Chimenti, proviamo a descrivere la scenetta che tanti applausi ed ilarità ha scatenato al pubblico genovese e quello televisivo. Antonio riceve un pallone appena oltre il cerchio di centrocampo e non sapendo assolutamente che farsene lo lancia in alto colpisce con tutta la sua forza; nel frattempo Chimenti travestitosi da portiere (surreali ed eterei gli abiti disegnati dal costumista Zaccheroni) è impegnato a contare ad uno ad uno gli spettatori seduti sulle gradinate. Quando arriva al numero 12.345, ecco spiovergli sulla testa a mò di razzo il pallone appena calciato da Antonio che lo centra in pieno e lo trascina in fondo alla rete: una comicità elementare se si vuole, ma proprio per questo di grande presa e facile effetto. Applausi, risate e fischi all'americana sommergono i due protagonisti e chissà quante volte il capocomico Blanc Latrinitè avrà in cuor suo sognato una simile performance. Per la verità l' impresario francese in un recente passato aveva ingaggiato altri comici (Andrade, Tiago, Knezevic ed il carioca Melo) che probabilmente a causa di un copione che assegnava loro ruoili solisti, non avevano mai veramente sfondato. Ci voleva un duo di casa nostra per (ri)affermare che la penisola non è solo pizza e mandolino, ma anche improvvisazione intelligente ed ironica.
A maggio 2006 inizia ufficialmente la farsa in concomitanza con la fine della guerra tribale all'interno della famiglia Agnelli. Vincla banda Elkann che si trova anche ad ereditare indegnamente le sorti della Juventus, la quale, da gran Signora termina la propria storia vincendo il suo ventinovesimo titolo: una fine da grande star, degna di una regina quale era la Juventus. Noblesse oblige. Non possedendo la passione, non possedendo alcuna nozione calcistica (come ha ricordato pochi giorni fa anche un certo Platini), John Elkann (che nel frattempo si è liberato anche dell'ingombrante presenza del fratello) ed i suoi consiglieri lanciano l'operazione-smile che subito ottiene grandi successi: hanno riso, ridono e rideranno tutti coloro che hanno a che fare con la (ex)Juventus, i suoi B-irigenti e la sua proprietà. Un pò meno si divertono i tifosi bianconeri, ma questo alla banda Elkann non interessa, ed a ragione: gente con sciarpa bianconera al collo popola gli astadi, altri sottoscrivono abbonamenti alla pay-tv, altri ancora comprano giornali ed anzichè usarli per incartare il pesce li leggono pure! Blanc Latrinitè riunisce tre incarichi virtuali, ma soprattutto percepisce tre stipendi reali, la (ex)Juventus (o nuova juventus come lo stesso Blon la definisce durante le assemblee degli azionisti) si popola di strani figuri e vengono acquistati da tutto il mondo giocolieri che possano intrattenere e far divertire il pubblico. Ma l'operazione-smile va avanti a singhiozzo, fino all'apoteosi di domenica sera a Genova, quando nasce il duo Antonio & Chimenti. E dire che la breve ed infamante storia della (ex)Juventus è caratterizzata proprio dai grandi binomi: Cobolli & Gigli, Montezemolo & Zaccone, Grande & Stevens, John & Lapo, tutta gente professionalmente preparata a far divertire gli antijuventini.
La squadra andrà in ritiro, cosa che avrebbe dovuto fare la banda Elkann al termine della guerra tribale: ritirare la squadra. Ma avrebbe dovuto esserci la buona fede.
Alberto Rossetto, da sempre e per sempre juventino, non rappresentato dall'attuale proprietà.
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