Quante volte abbiamo guardato in TV una partita a tennis tra due campioni e, stravaccati sul divano, ci sembrava di poter competere con loro? Quante volte abbiamo visto sbagliare gol facili e abbiamo pensato che noi quel gol l'avremmo fatto? Quante volte ci siamo ritenuti più forti, più belli, più intelligenti di quello che in realtà siamo? Errori di valutazione capita a tutti di farne, il problema è che quando un giardiniere sbaglia un colpo, magari taglia un rametto in più, o uno in meno, mentre quando sbaglia un chirurgo, i danni possono diventare irreparabilmente grandi. John Elkann e gli Agnelli dopo (e per moltissimi di noi soprattutto durante) farsopoli di errori di valutazione ne hanno fatti parecchi, ma la loro colpa più grande è quella di non aver saputo vedere i danni combinati e di non aver neppure pensato di poter cambiare rotta per rimediare o almeno limitare il disastro. Abbandonare Moggi e Giraudo, perdendo Capello e distruggendo una squadra fortissima e rovinando per sempre l' immagine societaria e il prestigio del nome "Juventus", è stata una scelta. Non ho condiviso è non avrei mai voluto vedere la proprietà prendere quel tipo di decisione, ma capisco che, per motivi più o meno noti, possa aver scelto così, ritenendo di fare la mossa più giusta per quel momento. Capisco anche che, coerentemente con la scelta espressa di "voltar pagina", si sia deciso di puntare su facce nuove. Ciò che proprio non riesco ad accettare è la serie di scelte societarie nella nomina (e nella conferma) dei dirigenti. Cobolli, un vecchio dirigente amico di famiglia degli Agnelli, a fare il presidente non esecutivo ci poteva anche stare: un anziano simpatico, serio, dall' immagine affidabile. Juventino di vecchia data, estraneo al mondo del calcio, poteva essere una buona espressione dell' immagine seria ed onesta della società piemontese. Blanc A.D. era una scelta già meno apprezzabile, però, se anche lui si fosse occupato solo di gestione societaria, organizzativa e magari (come sta facendo bene) del rifacimento dello stadio, allora lo si sarebbe anche potuto condividere. Purtroppo invece a Blanc hanno dato anche poteri e incarichi per i quali il francese non offriva garanzia di capacità e competenza: lui, inesperto di calcio, è stato messo alla regia delle strategie sportive (mercato, scelta allenatore, gestione contratti, ecc...)della più importante societa calcistica italiana. Un po' come mettere un neopatentato alla guida della Ferrari, al posto di Massa o di Alonso... Su Secco D.S. invece a mio avviso ci sono davvero troppe perplessità! Un ragazzo che fino all' anno prima svolgeva un incarico di inserviente e assistente, all' improvviso catapultato in un incarico così importante! Sarebbe come se Marchionne se ne andasse dalla FIAT e per sostituirlo nominassero la sua segretaria: non mi sembra una scelta logica! Se davvero credevano in lui, non avrebbero potuto provarlo come manager in posizioni meno vistose e strategiche? Ad ogni modo, le chiacchiere stanno a zero; pur senza titoli o esperienze, chiunque, se gli si offre la l'opportunità, può coi fatti dimostrare il proprio valore. Sacchi al milan sembrò una scelta azzardata, ma il bravo Arrigo dimostrò a tutti di meritare il grande palcoscenico! Può capitare che un giovane inesperto, alla prima opportunità sbaragli la concorrenza; di casi come quello di Guardiola al Barcellona se ne son visti più d' uno! Il problema è che purtroppo, ben più spesso, le scommesse azzardate si perdono... |