Caro Massimo, a Napoli c'è un proverbio molto simpatico, che recita pressappoco così: “Nun sputa' 'ncielo ca 'nfaccia te torna”.
Ebbene, Massimino mio, il grumo di saliva che tu lanciasti in aria nella calda estate del 2006 è da quattro anni in attesa di adagiarsi sulla tua faccia di bronzo e, forse, ora è in fase di ricaduta. Noi juventini siamo gente paziente e siamo pronti ad aspettare anche altri quattro anni, pur di farti rimangiare tutte le fesserie che hai detto prima e dopo Farsopoli.
Nessuno ha dimenticato la tua espressione godereccia dopo l'assegnazione a tavolino dello scudetto 2005/2006 o i cori intonati dai tuoi giocatori dopo la “vittoria” del titolo 2006/2007 (“Vinciamo senza rubare... ”).
In questi quattro lunghi anni, la nostra cara Juve – per la gioia di mezza Italia – ha fatto una fine peggiore della tua vecchia Inter. Ti sei preso i nostri giocatori ed il nostro posto in Italia e in Europa, ma lo hai fatto in maniera illecita, facendo credere a tutti che, se prima non vincevi niente, non era per la tua proverbiale incapacità, ma perché c'era quell'imbroglione di Moggi che, con i suoi sporchi magheggi, vanificava ogni tuo sforzo economico.
La gente ha dimenticato presto tutti i bidoni che hai acquistato (Vampeta, Farinos, Gresko, Dalmat, Macellari ecc. ), perché ora i bidoni li prendiamo noi e la cosa fa ridere ancora di più. Adesso, alle soglie dei Mondiali (proprio come quattro anni fa), stiamo tutti sperando che sia arrivato il tuo turno. Sei sempre stato un perdente e tale resterai nei secoli dei secoli.
Forse è ancora presto per cantar vittoria, ma la vendetta è un piatto che va servito freddo e noi non vediamo l'ora di poterti dedicare una delle più belle canzoni dei Journey, dal titolo: “Who's crying now?”. |