E' il mio più grande timore e insieme, ormai, la mia più triste consapevolezza; quella che purtroppo ci stiamo intertristizzando!
Fuori da tutte le competizioni, imbruttiti dalle sconfitte e dalle polemiche, ci stiamo avvicinando sempre più a quel "volgo disperso che nome non ha" di manzoniana memoria. Gli sconfitti pavidi e disorientati.
Eppure noi non siamo così! Qualcuno di voi ricorda il primo coro dell' Adelchi? Dopo il celeberrimo inizio "Dagli atrii muscosi, dai fori cadenti" c' è un:"Dai guardi dubbiosi, dai pavidi volti, qual raggio di sole da nuvoli folti, traluce de’ padri la fiera virtù: ne’ guardi, ne’ volti, confuso ed incerto si mesce e discorda lo spregio sofferto col misero orgoglio d’un tempo che fu."
Manzoni parla del popolo italico, oppresso da straniere genti che ne hanno soffocato e umiliato l'antico coraggio, la forza e la fierezza. Discendenti degli antichi romani, un tempo incontrastati dominatori del mondo conosciuto, gli italici rammolliti vennero conquistati e sottomessi dai germanici e dai francesi, senza riuscire ad opporre resistenza e dimenticando ogni antico nobile orgoglio.
Se non ci svegliamo, noi diverremo a tutti gli effetti quel "volgo disperso che nome non ha", usurpando il ruolo naturale dei perdazzurri... Ma noi questa cosa non la vogliamo: restituiamo a Moratti e alla seconda squadra di Milano il trono di perdenti cronici, che nei decenni hanno dimostrato di meritare! |