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          L'ANGOLO DEL TIFOSO
Articolo di bruno aiello del 14/04/2010 12:32:39
Lettera alla gazzetta dello sport
Ho la netta impressione che da più parti sia iniziata la corsa a minimizzare tutto, si spiega così l’articolo di oggi di Nicola Cecere della famosa intervista fatta dal Magazine del Corriere della Sera a Massimo Moratti.

Io quell’ intervista c’è l’ho bene impressa nella memoria, mi sono permesso anche di attenzionarVi su di essa, qualche anno fa, solo che allora la mia lettera non fu presa in considerazione. A tale proposito rilevo che Nicola Cecere da buon interista e da buon amico di Moratti ha cambiato la risposta che il Presidente dell’Inter diede alla precisa domanda del giornalista che chiedeva se lui avesse telefonato ai designatori arbitrali, Moratti rispose testualmente “ No, erano loro che mi telefonavano” e alla successiva domanda di che cosa chiedevano sempre Moratti rispose in maniera sibillina “consigli”. Se permettete il senso che si può dare alla parola consigli è molto diverso da quello che si può dare alla parola “opinioni”.

Un’altra tesi che da più parti si sta cercando di avvalorare è quella che la difesa di Moggi stia portando avanti una strategia difensiva che sarebbe quella del “Tutti colpevoli, tutti innocenti”. Io non conosco le strategie difensive degli avvocati di Moggi, né mi interessa conoscerle, ma la tesi è perfettamente l’opposto: tutti colpevoli tutti puniti. Qualche anno fa mi sono permesso di indirizzare tramite Voi una sorta di lettera aperta al Presidente Moratti, anche questa, come era ovvio, mai pubblicata, in cui invitavo il presidente a fare un gesto di alta signorilità, restituire lo scudetto così frettolosamente ed inopportunamente assegnato. Sarebbe stato un gesto di completa rottura con il passato, una specie di riappacificazione, un tendere la mano come per dire basta ripartiamo tutti insieme. Feci allora una similitudine con il gesto fatto alla fine della guerra dal più acerrimo nemico dei fascisti, Palmiro Togliatti, che da ministro dell’interno promulgò l’amnistia per i reati commessi durante il ventennio.

Ora è troppo tardi, ora è necessario andare fino in fondo e il solo parlare di prescrizione mi fa venire la pelle d’oca. Una prescrizione sarebbe recepita dal popolo bianconero come un’ulteriore schiaffo, una ennesima umiliazione. Nel 2006 si volle una sentenza “esemplare”, in maniera pervicace non si volle tenere conto delle attenuanti che avrebbero potuto portare ad una sentenza più mite: il fatto, per esempio, che la storia della Juventus sia per molti versi la storia del calcio italiano, che la Juventus non fosse solo e soltanto una squadra di calcio ma per milioni di persone facesse parte del costume italiano. No tutto questo non è contato nulla si voleva dare un esempio e per questo si è asfaltato una Società. Ora si dice che le telefonate degli organi dirigenziali dell’Inter hanno un contenuto irrilevante, sono delle telefonate innocenti. Ma il punto non è questo l’importante è che le telefonate ci furono mentre sono state sempre, colpevolmente, negate, anzi ci si è fatti forti di questo per parlare di “Scudetto degli onesti”, si è addirittura tratto uno sleale vantaggio da questo vedendosi assegnare uno scudetto e approfittando di una chiara posizione di disagio in cui versava la Juventus andando a scippare a prezzo di costo campioni che avrebbero fatto la fortuna dell’Inter. Basti pensare a quello che ha dato Ibrahimovic acquistato per solo 25.000.000 milioni di euro e rivenduto a novanta. Come ben vede, dott. Arturi, non stiamo parlando di una mela.

Non pretendo che la mia lettera venga pubblicata mi basta sapere che la leggiate.
 
 
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