Cito testualmente una dichiarazione del Sig. Gianfelice Facchetti, riportata dal sito di Tuttosport: «La credibilità di mio padre non può essere attaccata da quattro barboni, con tutto il rispetto per i barboni».
Se posso comprendere umanamente il dispiacere del Sig. Gianfelice Facchetti che suo padre venga coinvolto in una sporca faccenda di comportamenti scorretti, non essendo stata emanata nessuna sentanza non li definisco illeciti, allora il Sig. Gianfelice Facchetti dovrebbe attentamente analizzare i fatti, pensare alle circostanze, riflettere e poi parlare.
Se analizziamo i fatti è un fatto che il papà del Sig. Gianfelice Facchetti, il fu Giacianto, abbia intrattenuto conversazioni telefoniche con il Sig. Bergamo, lamentando di arbitraggi a suo parere sfavorevoli ed auspicando che per le patite dell'Internazionale FC di Milano venissero designati arbitri "amici", è un fatto che il Sig. Giacinto Facchetti abbia fatto delle pressioni sull'assistente Coppola per favorire un giocatore dell'Internazionale FC di Milano, è un fatto che il Sig. Giacinto Facchetti collaborasse e fosse in rapporti molto stretti con i Sigg. Moratti e Tronchetti Provera che fecero intercettare illegalmente la Juventus, il Sig. Luciano Moggi e alcuni arbitri oltre che al Sig. Christian Vieri giocatore dell'Internazionale FC di Milano, è un fatto che il Sig. Giacinto Facchetti si avalesse della collaborazione del Sig. Gabriele Oriali, condannato penalmente con rito abbreviato per patteggiamento, per essere coinvolto in un affare di passaporti falsi, è un fatto che il Sig. Giacinto Facchetti collaborasse con la Società Internazionale FC di Milano quando la stessa pubblicò dei bilanci "aggiustati" per poter iscriversi al campinato di Serie A non avendone i requisiti finanziari.
Sig. Gianfelice Facchetti questi sono fatti di cui per lo meno Suo padre fu a conoscenza e nessuno osa mettere in dubbio l'onestà di Suo padre e tantomeno infagarne la memoria sportiva, va detto però che Suo padre si comportava ne più ne meno come i suoi datori di lavoro ossia i Sigg. Moratti, Trochetti Provera etc.
Dal momento che mi riconosco nella schiera dei "barboni" e dei rancorosi, le vorrei rammentare che noi "barboni" rancorosi sono ormai quattro anni che siamo offesi, è stata offesa la memoria dei tifosi Juventini morti all'Heysel, è stata offesa la memoria di Gianni ed Umberto Agnalli però, appunto perchè "barboni" rancorosi stiamo chiedendo GIUSTIZIA e non giustizialismo, nessuno dei "barboni" rancorosi chiede che sia fatta giustizia sulle basi del "sentimento popolare".
Noi "barboni" rancorosi abbiamo rispetto dei diritti di difesa e di quello che in questi giorni sta accadendo in un Aula di Tribunale, quindi per questo IO mi sento di orgoglioso di essere un "barbone" rancoroso.
Lei, Sig. Gianfelice Facchetti, invece di insultare chi sta portando alla luce di fatti dovrebbe rivolgere il Suo sdegno verso chi chiese a Suo padre di comportarsi in una certa maniera, dovrebbe prendere le distanze da chi per anni si è autodefinito "onesto" quando onesto non lo è MAI stato, dovrebbe chiedere conto se la sostanze doppanti che furono somministrate a suo padre, quando giocava nell'Internazionale di Milano dei Sigg. Angelo Moratti e Helenio Herrera, non abbiamo contribuito a minarne lo stato di salute.
Quindi per questi e mille altri motivi, ribadisco, sono orgoglioso di essere un "barbone" rancoroso Sig. Gianfelice Facchetti mentre Lei mi fa tenerezza perchè nonostante tutte le evidenze che stanno emergendo NON è capace di prendere le distanze da quei "Signori" che hanno gestito e indirizzato le scelte di suo padre, che nessuno ha mai definito disonesto, o forse i Suoi amici di Foro Bonaparte da gran "Signori" quali sono stanno utilizzando, il giusto, sdegno di un figlio per i loro interessi? Si ponga questa domanda Sig. Gianfelice Facchetti, anaizzi i fatti e poi serenamente tragga le dovute conclusioni.
Ricordi comunque che questo "barbone" rancoroso ha il massimo rispetto del Campione che fu Suo padre e dello sdegno di un figlio.
GRAZIE LUCIANO MOGGI LOVE JUVE HATE ELKANN & C.
Un abrazo blanconegro desde Venezuela
Massimo Sottosanti |