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          L'ANGOLO DEL TIFOSO
Articolo di VENTINOVE del 24/04/2010 11:26:44
Ricordi
Ho sempre desiderato di arrivare fin qui. Una fantastica moglie, una bella casa e un miracolo di figlio. Tutto nella vita mi diceva: "guarda questa meraviglia, è per te!". E la meraviglia, lo stupore di fronte alle cose, alle passioni della vita mi ha accompagnato fino ad oggi superando tutti gli ostacoli che la vita stessa ti pone davanti; incolume da ogni scottatura passi accanto al fuoco ma non ti rendi conto, se non guardandoti indietro, di quanto vicino all'ustione sei stato. E già speravo di realizzare tutti i miei sogni.

Ancora ricordo tutte le partitelle con gli amici, fingendo di essere un giocatore famoso, Schillaci, Baggio, immaginandomi che l'asfalto diventasse erba e i marciapiedi tribune. A volte capitava di farsi la telecronaca: "Totò riceve palla, supera un uomo, triangola con Robi, supera il portiere e gooool!".E tutti ti prendevano per scemo; allora la volta dopo la immaginavi solo, e poi ci pensavi a scuola e, uscito da scuola sulla via di casa, entravi in campo e arrivavi superando tutti da solo contro il portone di casa. Quanto ero vicino al fuoco e non lo sapevo...

La camera da letto era piastrellata dei miei compagni di squadra ed era come entrare nello spogliatoio del comunale e io era già uno di loro; ero un loro compagno e mi permettevo di riprenderli se non avevano giocato bene, ero autorevole e autoritario, in fondo era il mio spogliatoio.

Crescendo mi accorsi che non era cambiato niente. Forse gli incontri che feci mi portarono a realizzare lo scopo che mi era stato segnato ma dentro al cuore c'era sempre spazio per quell'intimità, per quella vicinanza alla squadra, per il sogno. Poi capii.

Capii che qualcuno si voleva intromettere, che quel sogno sbatteva contro la realtà e la realtà non era meravigliosa, era cinica. Cinica come gli amici che ti prendevano per scemo, che non capivano i tuoi sogni e, in fondo, non capivano nulla. Per un attimo esitai, perchè esiti per forza! Non puoi non fermarti. "Che succede!?" Ti stupisce la cosa ma, se prima andavi e driblavi tutti e tutto, ora ti fermi e la palla la prendono gli altri. E' orribile perchè sei grande.

I ragazzini non lo avvertono il pericolo, loro vanno e non li fermi ma un adulto col cuore di bimbo lo uccidi. E lo sentii tutto quel dolore. Allora ciò che prima superavi palla al piede ora ti ferma sul più bello, sulla linea di porta.
E nel fuoco ci entri tutto.

Il cinismo è un cancro che ti mangia e i bimbi, si sa, sono buoni; ma ciò che è vero è vero sempre e vero per tutti. La vita non è insensibile a quell'urlo del cuore e la meraviglia non tarda mai a farsi vedere. Bastava cercare un compagno. Anzi, furono loro a venirmi incontro e a dirmi: "La partita non è finita!"

Allora giochiamo, giochiamo ancora. L'inganno cinico di quel momento svanisce e, seppur bruciacchiato e dolorante, riprendi forza, riprendi coraggio. E riesci a guardarti attorno e a vedere la tua squadra; non ti ha lasciato, è ancora li con te e ti passa la palla, vuole giocare. Allora tutto prende una luce nuova, le bruciature ci sono, le vedi, ma non fanno poi così male e tutto torna meraviglioso.

Ora sono più pronto, più lucido, e il cuore si fa sempre più grande. Ora sì che gli ostacoli si saltano, ora sì che la palla rotola.
 
 
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