E' ovvio che prendersi del rosicone, è il minimo che possa accadere quando commenti qualcosa di accaduto alla squadra tua acerrima avversaria. Sopratutto dopo una serata che l'ha vista protagonista su uno dei campi più importanti del mondo sportivo e contro l'attuale equipe campione, il Barcellona.
Ma il ragionamento che vorrei proporre in queste poche righe è a chi giova l'attuale stato del calcio in Italia.Il C.T. di una nazionale che dovrà difendere il titolo conquistato quattro anni fa, il nostro titolo di Campioni del Mondo, ne ha ben donde di pensare e ripensare a chi farà partecipare al torneo che si svolgerà tra poche settimane.
Non vorrei veramente essere nei suoi panni, avendo a disposizione così poco "materiale" umano su cui puntare. Certo, tali affermazioni potrebbero infastidire chi dichiara che non tiferà per la nostra Italia, ma si dimentica che il calcio, inteso come industria e nel nostro caso specifico, fa parte anche di quel Made in Italy, che tanto ci sforziamo di portare avanti in tutti gli altri campi delle attività economiche.
A Barcellona, sulla carta, c'era una squadra italiana, ma coloro che hanno schiacciato quei fili d'erba per oltre 90 minuti, erano dodici stranieri, compreso il tanto osannato conductor, che nell'area tecnica e non solo, ha macinato chilometri.In quella squadra ci sono due giovani indigeni molto promettenti: Santon e Balotelli, sappiamo tutti cosa è successo in questo anno così travagliato per loro.
Il presidente del Barcellona ha precisato che Guardiola oltre ad essere un grande allenatore è anche un educatore di calciatori, ed il loro vivaio, la famosa cantera, sforna a periodi costanti, giocatori da impiegare o da esportare.
Provate a contare quanti italiani giocano in squadre straniere e con quali successi.
Forse allora ci vorrebbe un freno, un autocensura di tutti i clubs, sopratutto nella nostra Italia, ad un tesseramento a tratti oltraggioso della identità nazionale, di professionisti stranieri. Purtroppo per ora questo resta un utopia. Il nostro calcio attualmente è avvelenato da altri problemi, da altri scheletri nell'armadio, da segreti che tanti vorrebbero nascondere.
Continuando a parlare di italianità, a mia memoria, mai era successo che un club estero avesse preso tanto a male l'esito dell'andata di una semifinale.
Dichiarazioni di fuoco, sommovimenti popolari, spot pubblicitari, contro un arbitraggio ritenuto poco obiettivo e conflittuale negli interessi e con titoli dei giornali catalani che parlavano di "furto all'Italiana"
Il nostro calcio, non esporta purtoppo moduli di gioco innovativi, ieri sera si è visto uno spettacolo poco edificante, con un modulo di gioco di Trapattoniana memoria..
Sta esportando invece anche in Europa un pò di quella bile, di quei veleni, che pervadono ogni domenica della nostra serie A, con una sola consolazione, che di italiano in quella squadra, c'è davvero poco.
|