In una nazione appena seria, la Lazio verrebbe presa di peso e mandata in serie B, con l'avvertenza che: -se protestate finite in C-. Invece da noi i vertici del pallone si stupiscono che il 90% dei connazionali (tutti tranne gli interisti) sia rimasto scandalizzato per la buffonata storica dell'Olimpico, e minimizzano con le motivazioni più meschine o bislacche, come se non avessero tolto due scudetti (vinti rimanendo sempre in testa) e mandato in B (con forte penalizzazione) la squadra più forte e quindi più scomoda, solo per delle chiacchere telefoniche che però facevano tutti.
Altro che due pesi e due misure, la ridicola giustizia sportiva italiana ne prevede almeno 4 o 5 a seconda delle convenienze, e anzi ogni singola squadra riceve un trattamento particolare.
Lo scippo pomeridiano all’Atalanta ha poi permesso alla Lazio di concedersi la sconfitta serale; chi ha deciso la contemporaneità solo per le ultime due giornate dovrebbe dimettersi, perché non si può essere così servili con le pay-TV falsando chiaramente l’intero torneo (la regolarità del campionato diventerà come un essere mitologico, di cui si parla ma che nessuno ha visto).
Quando la banda delle vittorie finte alzerà la coppa dello scudetto, ovviamente pochi giornalisti ricorderanno quella partita unica al Mondo, in cui i tifosi laziali esultavano per le reti degli avversari e fischiavano i propri giocatori appena si affacciavano nella tre quarti opposta, mentre i difensori di casa si scansavano lasciando al solo portiere il compito di opporsi agli attacchi altrui (5 palle-goal nei primi 9 minuti non le costruisce nemmeno il Brasile contro San Marino).
Unico lato lievemente positivo della faccenda è che anche i più incalliti benpensanti, le anime candide e gli stranieri si sono resi conto che i campionati di serie A del dopo-calciopoli sono una truffa, e che i soldi di Arsenio Moratti e la sua influenza sui media li stanno condizionando pesantemente.
Ma tutto si risolve radiando Moggi, considerato unico satanasso in mezzo alle verginelle ingenue. Purtroppo la debole dirigenza juventina ha rifiutato di difendersi a suo tempo, mentre gli altri fanno crociate di proporzioni bibliche al primo episodio contrario (i parlamentari romanisti ieri hanno già strillato come aquile); in proporzione, cosa mai avremmo dovuto fare noi juventini nel 2006 dopo la crocefissone nazionale della Signora?
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