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          L'ANGOLO DEL TIFOSO
Articolo di Luca Lanc del 05/05/2010 21:24:40
Hanno ucciso Big Luciano
Ieri sera ho seguito la puntata di Matrix.
Aspettavo con grande interesse e curiosità le parole di Moggi.
In cuor mio speravo che l' opportunità e la visibilità che gli venivano offerte sarebbero state ben sfruttate da quell' uomo, che da anni quasi solo contro tutto e tutti, combatte per l'onore bianconero.

Luciano era supportato da Penta, agguerrito ma emozionato consulente e dall' Avv. Prioreschi, uno dei legali che lo difendono nel processo di Napoli.
Eccellenti i servizi difensivisti dei brillanti e professionali Zampini e Angelini.

Presente anche l' ottimo Beha, amichevole, ma piuttosto obiettivo ed oggettivo.
Indipendente (né accusatorio, né difensivista), ma piuttosto critico nei confronti degli eccessi degli accusatori, il bravo e misurato Belpietro.

Per l' accusa un' accozzaglia di odiosi personaggi (e non lo dico da juventino), sui quali primeggia il re della faziosità e della violenza verbale Liguori (romanista antijuventino antimoggiano sfegatato, ex estremista di Lotta Continua, poi giornalista sempre partigiano e invasato, spietato tribuno, morbido e permissivo solo con gli amici e con i datori di lavoro), fiancheggiato dall' ex dipendente interista Bartolazzi, meno esagitato del solito, da un disinformato Suber, supportati da un deludente servizio del solito fazioso, cantilenante e inutile Ziliani.

Mandato in onda anche qualche stralcio di fumose (nel vero senso della parola) accuse proferite in aula dal PM Narducci (che a mio parere non può non essere un antijuventino). A quel PM avrei voluto chiedere: ma lei non sa che in tribunale non si può fumare? Quel magistrato non rispetta neppure una delle regole più basilari che da anni tutti gli altri italiani conoscono e osservano persino nei bar?

Devo dire che, pur avendo la forza delle 100.000 ragioni e la potenza della verità dalla propria parte, il nostro anziano ex D.G. Lucianone, è stato sinceramente poco lucido e poco efficace.
Moggi non è più il vecchio Moggi: continuava a perder tempo, a perdere il filo del discorso e a sbagliare rigori facili facili.

Avesse almeno lasciato parlare in sua difesa il bravo Prioreschi, legale preciso e grintoso… invece l’avvocato restava per tutta la puntata relegato in seconda fila, accuratamente evitato dagli accusatori ed inspiegabilmente dimenticato là da Big Luciano.

Mi ha fatto tenerezza, mi ha fatto male vederlo così, Lucianone!
Forse lui non è mai stato molto “televisivo”, ma ieri mi è davvero sembrato una persona sofferente.
Mi ha fatto rabbia vederlo farfugliare confuso e vedere il furbo, vigliacco accusatore col ghigno di chi capisce che ormai quell’ anziano signore non è più un pericolo; lo hanno massacrato e lui non si è più ripreso.

Un tempo potente (e prepotente), astuto, freddo e lucido ragionatore, oltre ad essere un top manager, era un abile comunicatore. Sempre temuto, rispettato e corteggiato, si ritrovò improvvisamente attaccato ed accusato da mezza Italia. Processo e gogna mediatica, Moggi è stato isolato ed allontanato come un criminale appestato. Per anni. Oggi è il suo momento, ha l’occasione per riabilitarsi, ma forse ha paura. Mi sembra che sia diventato vecchio e debole.

Lo hanno ucciso, come l’ onore juventino.
Per quattro chiacchiere da bar.
 
 
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