Spett/le F.I.G.C. C.A. Preg.mo Presidente
ILLUSTRISSIMO PRESIDENTE GIANCARLO ABETE
Egregio Dottor Abete chi Le scrive è un utente, dell’azienda (F.I.G.C.) dA Lei presieduta, che ha la presunzione di interpretare buona parte di quella metà di “sentimento popolare” che proditoriamente è stato umiliato nel 2006. Mi pregio portare alla Sua cortese attenzione qualche interrogativo cui sono sicuro, se vorrà, potrà dare le opportune risposte. La società JUVENTUS come noto ha promosso un esposto che dagli organi di informazione , anche in modo fuorviante, è stato definito come finalizzato alla revoca, dell’assegnazione d’ufficio dello scudetto 2004-05 , decisione di cui, considerando le prese di distanza di questi giorni, nessuno sembra voglia assumersi la paternità. Anche le dichiarazioni a Lei attribuite, e riportate dagli organi di stampa, pare vadano nelle direzione di spostare tutto il problema sulla sola revoca: «Al momento non c'è nessun organo della giustizia sportiva al lavoro per l'esposto della Juventus sulla revoca dello scudetto del 2006 finito dopo Calciopoli nella bacheca dell'Inter». «Come le decisioni prese dal commissario (Guido Rossi, ndr) si basavano su indagini di organi di giustizia sportiva deliberanti- così, in questo caso, l'iter della Procura deve essere ancora effettuato. È inutile lavorare sui brogliacci o porsi problemi esistenziali sulle voci delle singole intercettazioni. Bisogna aspettare i risultati conclusivi della perizia del tribunale di Napoli, che ha dato tempo 60 giorni (a partire dal 18 maggio ndr), e lasciare che si completi l'iter della giustizia ordinaria». In realtà nel documento della società esponente, oltre all’istanza di revoca, vi è anche un’esplicita richiesta di DEFERIRE (pag. 9)” ai sensi dell’art. 32 comma 4 del Codice di Giustizia Sportiva (CGS) al giudizio della competente autorità disciplinare tutti i tesserati e le Società, al titolo di responsabilità che a ciascuna pertiene, coinvolti nei comportamenti antisportivi sopra esposti ed emersi in margine al procedimento penale n. 43915/02 R.G. iscritto nella Procura della Repubblica – D.D.A. presso il Tribunale di Napoli” . A supporto di tali richieste vi è l’allegato 1 (tratto dalle produzioni documentali innanzi al citato Tribunale partenopeo) Mi è parsa doverosa questa premessa atta a chiarire e, a introdurre le domande che ossequiosamente passo a proporLe; Se è vero che per l’eventuale revoca non vi sono necessità di tempi brevi, mi sa dire se ciò è altrettanto vero, per quel che riguarda eventuali deferimenti, con possibili squalifiche e penalizzazioni, che sono di interesse anche di squadre retrocesse e non qualificate per le coppe? Se l’orientamento della Federazione, va nella direzione della prescrizione, non sarebbe meglio in pronunciamento chiaro al riguardo? Come mai dal 30/3/2010 ( giorno in cui il Collegio Giudicante nel processo di Napoli ha deciso l’ammissione di prove , che pur presenti nel 2006, erano state omesse) la F.I.G.C. che, mi risulta essere anche parte civile, non ha pensato di acquisire i supporti. a disposizione delle parti, con le intercettazioni, per cosi’ dire “sfuggite”, e quindi procedere a un verifica diretta, senza la necessità di attendere le trascrizioni dei periti? Perché oggi a differenza che in passato, quando bastava un semplice pettegolezzo per far scattare inchieste e deferimenti, Lei afferma di voler attendere l’iter della Giustizia Ordinaria ?. Riesce a dirmi se in Federazione c’è la volontà di indagare, sul perché e da chi nel 2006 sono state commesse evidenti omissioni di atti d’ufficio? Non era forse doveroso , fare almeno il tentativo, di verificare in che misura corrispondessero al vero, le affermazioni di tesserati che hanno da sempre sostenuto, che i comportamenti attribuiti alla Juve e giudicati illeciti, fossero del tutto simili a quelli di altre squadre, che oltre a restar fuori dall’inchiesta, ne hanno anche beneficiato? Mi pare che le evidenze di questi giorni ne sono una palese conferma. Autorevoli ed esaustive risposte da parte Sua, contribuirebbero senz’altro a stemperare quel clima surriscaldato che viviamo dal 2006 e che peggiora sempre di piu’, ne sono prova gli episodi che ormai settimanalmente accompagnano noi tifosi bianconeri, poiché riteniamo, l’attuale situazione non l’altro che la conseguenza di ciò che stato ingiustamente perpetrato quattro anni fa. Dubito che Lei abbia la volontà e il tempo di rispondere, anche per i suoi impegni istituzionali, che a breve prevedono la difesa di un mondiale, seppur con un organico non all’altezza , diretta conseguenza dell’impoverimento del calcio italiano. Ed anche in questo, spero ne convenga, “calciopoli” ha la sua parte di responsabilità”.
Una cosa in chiusura mi preme portare alla sua attenzione PRESIDENTE;
SIAMO STANCHI ! NON CREDO VOGLIA CORRERE IL RISCHIO, CHE UNA PARTE COSPICUA DEI CLIENTI, ABBANDONI L’AZIENDA CHE LEI PRESIEDE, AL FINE DI RISERVARE LE PROPRIE ATTENZIONI , A SITUAZIONI PIU’ GRATIFICANTI , E NON MI RIFERISCO CERTO A VITTORIE.
Consapevole di aver abusato della Sua cortesia nel caso, improbabile, di una lettura di questa mia lettera colgo l’occasione di inviarLe distinti saluti.
Pasquale Lara
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