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          L'ANGOLO DEL TIFOSO
Articolo di Rosaria Langone del 17/05/2010 17:36:42
Noi, Bianconeri
Cari fratelli rancorosi e rosiconi,

oggi, dopo la fine di una stagione a dir poco da grottesca, dopo uno scudetto vinto dalla squadra simbolo dell’onesta e della lealtà sportiva (sic!), sono costretta ad assistere all’ennesima manifestazione di onnipotenza dei tifosi della benemerita compagine nerazzurra, nella città in cui si è consumato il più atroce delitto allo sport di tutti i tempi ( Lazio - Inter) passato nell’indifferenza più totale dei “commentatori” sportivi.

Forti del fogliaccio rosa celebrante le gesta dei supercampioni, che sventolavano gaudenti con aria di sufficienza, mi hanno immediatamente chiesto quanto stavo rosicando per lo scudetto numero 18.
Rispondendo con aria distratta che io di scudetti posso vantarne 29 e la Juve ha vinto lo scudetto numero 18 quando io non ero ancora nata, ho deluso le loro aspettative, non mostrando per di più alcun segno di insofferenza e neanche impegnandomi a ricordare che l’acquisto del giocatore (Milito) che gli ha regalato lo scudetto è nullo, che hanno vinto con lo strapotere dei soldi più che con una saggia gestione sportiva, che tifano per una società i cui dirigenti hanno commesso reati penali, come falsificazione di passaporti, di bilanci, pedinamenti. Mi fermo qui anche se la lista sarebbe ancora lunga. Non vale la pena controbattere. Io, Noi, siamo diversi da loro.

Noi juventini non siamo rosiconi semplicemente perché ai grandi momenti di sport siamo abituati: abbiamo assaporato l’ebbrezza delle più esaltanti vittorie, abbiamo versato lacrime amare per le (NOSTRE) brucianti sconfitte e per momenti che con lo sport non c’entrano nulla (Heysel). Noi juventini siamo diversi, e proprio per questo odiati da tutti e da tutto. L’estate del 2006 non ci ha cambiato. Ha distrutto la nostra squadra, ci ha fatto vivere la peggiore stagione della nostra gloriosa storia, forse ci ha disilluso, mettendo a nudo le stridenti ingiustizie di un paese in cui la giustizia, la stampa e tutta l’opinione pubblica si prestano alle velleità dei ricchi e dei potenti, ma non ci ha piegato alle sporche logiche di chi perdente è nato e riesce a mantenere quella stessa mentalità anche nelle vittorie. Tutto ciò che riescono a esprimere in momenti che dovrebbero essere di gioia e pura felicità sono solo odio e disprezzo.

Spero che con il nuovo presidente Andrea Agnelli, juventino vero, abbiamo finalmente chiuso questo triste capitolo, fatto di Montezemolo, Elkann, Blanc, sudditanza e umiliazioni. Torneremo a vincere e loro torneranno a fare quello che meglio gli compete: insinuare dubbi e zizzanie e soprattutto ROSICARE. Ma noi andremo avanti dritti per la nostra strada, come abbiamo sempre fatto, più bianconeri di prima!

Un abbraccio bianconero dalla capitale
Rosaria Langone
 
 
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