Siamo, finalmente, alla fine di questa maledetta annata calcistica. Alla fine è doveroso fare i saluti ed i ringraziamenti a chi è già andato via: ad Alessio Secco, grazie per avere fatto risparmiare alla Società diciotto milioni di euro non prendendo Xavi Alonso o D’agostino e per avere speso più di sessanta per prendere Melo, Diego e Poulsen. Finalmente potrà dedicarsi al suo sport preferito, il golf.
Grazie a Castagnini per il fastidio di essere andato più di sette volte in Olanda a visionare le partite dell’Aiax, per prendere poi, tra i tanti bravi giocatori di quella squadra, Grygera, complimenti.
Ma è anche necessario salutare e ringraziare anche quelli che sono sul piede di partenza, innanzi tutto il presidente Blanc, possa ritornare a dirigere il Roland Garros, la Juventus è altra cosa.
Zebinà, che possa, finalmente, dedicarsi al lavoro che gli riesce meglio, il gallerista.
Fabio Grosso, siamo veramente dispiaciuti del fatto che Lippi stia pensando di non convocarlo per i mondiali, uno come lui, che riesce a perdere un tekel non con ringhio Gattuso ma, udite udite, con Ronaldinho, vedi ultima partita, è merce rara.
Fabio Cannavaro e Camoranesi, almeno loro l’impegno l’hanno messo ma il dato anagrafico è impietoso.
Grazie infine al trio brasileiro, a Melo, con il quale ci dobbiamo scusare per le critiche e le contestazioni, lui che ha sempre giocato alla grande.
A Diego, che delusione, non volevamo Diego Armando Maradona ma un quarto di Cassano si.
Amauri, siamo felici che finalmente sia diventato italiano, speravamo che diventasse anche juventino.
Ed infine, ma qui il discorso si fa serio, un grandissimo in bocca al lupo ad Andrea Agnelli, è molto importante che la proprietà abbia deciso di metterci la faccia, lo vedo come un grande segnale non tanto al popolo juventino ma al mondo dei mass-media, alla federazione alle altre società: avete finito di considerare la Juventus come lo zerbino per pulirvi i piedi.
Al neo direttore generale Marotta, che possa essere quello che fu Italo Allodi quaranta anni fa.
Al nuovo allenatore Delneri, tutti noi abbiamo ancora in mente non tanto la splendida Sampdoria di oggi ma il Chievo matricola della serie B di qualche anno fa, con il suo gioco spumeggiante e bellissimo.
Che il prossimo anno possa essere per loro e per noi l’anno della rinascita. |